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Il Codice della crisi “rimbalza” a causa del CoVid-19

 

Il 15 agosto prossimo sarebbe dovuto entrare in vigore – per gran parte delle sue norme - il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (contenuto nel D.Lgs. n. 14/2019). Erano anni che si attendeva questo fausto evento, non solo perché il Codice – destinato a soppiantare l’attuale, ma ormai vetusta legge fallimentare del ’42 – offre una più aggiornata, armonica ed articolata risistemazione del diritto concorsuale, ma soprattutto per la diversa filosofia che lo ispira, modernamente orientata, da un lato, non solo a sanzionare, ma ancor prima a prevenire le situazioni di crisi, introducendo un diffuso sistema di monitoraggio con strumenti di allerta, interni ed esterni all’impresa, per anticiparne l’emersione e consentire un più tempestivo intervento per fronteggiarle; dall’altro, quando sia inevitabile “fallire”, a rendere meno traumatico tale evento, promuovendo una cultura del risanamento anzichè dell’eliminazione delle imprese dal mercato.

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