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La variante dilatoria (imperfetta) del concordato preventivo

 

Nel regime normativo ante-riforma il concordato preventivo assolveva ad una funzione tipicamente esedebitatoria e solo in taluni casi, ed in senso solo relativo, una funzione anche dilatoria, che invece veniva assolta in modo tipico e fisiologico dall’amministrazione controllata. Eliminata quest’ultima procedura in sede di riforma e dato ingresso alla possibilità di una più elastica conformazione della proposta di concordato, questo è divenuto l’unica procedura concorsuale utilizzabile (“anche”) con finalità dilatorie, anche se ancor oggi la legge fallimentare non contempla affatto il caso-limite in cui il debitore concordatario, avendo il solo interesse a fruire di una moratoria per superare un momentaneo stato di illiquidità, intenda proporre ai creditori l’integrale pagamento di tutti i suoi debiti, sia per capitale, che per interessi. Lo dimostra indirettamente, ma chiaramente, l’art. 169 l.fall. laddove richiama l’art. 55 l.fall..

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