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Postergazione: formazione delle classi e diritto di voto

13 Giugno 2016 | , Postergazione

Nell’ambito di una proposta di concordato preventivo ed a condizione che sia rispettato il principio di omogeneità delle classi di cui all’art. 160, comma 2, l. fall., è possibile formare una classe di creditori postergati, che hanno diritto di voto sulla proposta concordataria nel caso in cui sia prevista la soddisfazione, anche parziale, del rispettivo credito, dovendosi, al contrario, riconoscere a questa classe una valenza meramente descrittiva.

 

I creditori postergati sono creditori “speciali”, poiché, in ragione del titolo originario da cui discendono le loro pretese, possono vantare diritti economici verso il debitore solo all’esito della liquidazione e nel caso in cui residui un importo da distribuire, con la conseguenza che non è possibile riconoscere loro i medesimi diritti e prerogative riconosciuti agli altri creditori, tra cui il diritto di voto nel concordato (Trib. Firenze, 26 aprile 2010, in Riv. dir. comm. 2011, 4, II, 467).

Occorre dunque interrogarsi sulla possibilità, nell’ambito di una proposta di concordato, di formare un’apposita classe di creditori postergati, e sull’ammissibilità al voto di questi creditori, anche qualora la proposta concordataria non preveda alcun soddisfacimento delle loro pretese.

Fermo il principio di non obbligatorietà della formazione delle classi nell’ambito di una proposta di concordato, la giurisprudenza è concorde nel ritenere che la formazione di un’autonoma classe è possibile se coerente con il principio di omogeneità delle posizioni giuridiche di cui all’art. 160, comma 2, l. fall., tenuto conto che la posizione giuridica dei creditori postergati è e deve restare differente da quella dei creditori privilegiati o chirografari (Trib. Mantova, 11 aprile 2013).

A tal riguardo, si evidenzia che la circostanza che il credito sia assistito da privilegio su bene specifico non incide sulla natura postergata del credito, potendo detto privilegio specifico farsi valere esclusivamente nell'ambito della graduazione tra più creditori postergati (Trib. Vicenza, 13 luglio 2015, in questo portale con nota di G. Varrasi, Finanziamento soci e conflitto d'interesse nelle votazioni del socio (anche) creditore nelle procedure concorsuali).

Deve altresì osservarsi che, nel caso in cui la proposta di concordato non preveda alcun soddisfacimento dei crediti postergati, la relativa classe ha valore meramente descrittivo, atteso il carattere solo apparente della stessa (Trib. Milano, 29 settembre 2011).

Quanto al riconoscimento del diritto di voto ai creditori postergati, si registrano due diversi orientamenti giurisprudenziali.

Secondo una parte della giurisprudenza, non è possibile escludere il creditore postergato dall’ammissione al voto, potendo, almeno in linea teorica, trarre una certa qual soddisfazione dal concordato preventivo (Trib. Bergamo, 29 novembre 2012).

Secondo un diverso e condivisibile orientamento giurisprudenziale, è corretta l’esclusione dal voto dei creditori postergati, nel caso in cui non siano destinatari di alcun pagamento, poiché la loro posizione non è influenzata dall’esito, qualunque esso sia, del concordato preventivo (Trib. Perugia, 16 luglio 2012).

In linea con questa giurisprudenza, deve quindi essere riconosciuto ai creditori postergati il diritto di voto nel concordato preventivo solo nel caso in cui la proposta di concordato preveda una qualche soddisfazione, anche parziale, del loro credito (Trib. Padova, 12 novembre 2015), sempre ammesso che una tale previsione sia possibile (ipotesi remota, in realtà, tenuto conto che è difficile ipotizzare un residuo disponibile dopo il pagamento dei creditori non postergati).

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