Casi e sentenze di merito

Affitto d'azienda e concordato con continuità

Un concordato preventivo non può qualificarsi come proposto ai sensi dell’art. 186-bis l.fall. per il solo fatto che sia in corso un contratto di affitto di azienda: invero, il concordato con continuità aziendale deve, invece, ravvisarsi solo se esso preveda la prosecuzione dell’attività di impresa e, quindi, l’assunzione del relativo rischio (ricadente, in definitiva, sui creditori); in tal caso il concordato deve ritenersi qualificato dalla modalità di adempimento dell’obbligazione di pagamento che presuppone la prosecuzione dell’attività di impresa in capo al debitore.

 

Il contratto di affitto preordinato alla cessione dei beni per qualificarsi tale deve contenere necessariamente l’indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura e dell’attestazione che la prosecuzione è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori; mentre, la cessione d’azienda, in cui la soddisfazione dei creditori sia basata sul prezzo di vendita, non rientra in tale ratio, posto che essa non contempla il permanere del rischio di impresa e, dunque, non avrebbe evidentemente tale necessità.

 

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