Casi e sentenze di merito

Concordato liquidatorio: controllo del giudice, relazione del professionista e integrazioni

22 Luglio 2016 |

Corte d’appello di Palermo

Domanda di concordato

In tema di concordato con cessione dei beni, il controllo del giudice consiste sia nel verificare l’idoneità della documentazione prodotta alla funzione di fornire elementi di giudizio ai creditori, sia nel valutare l’effettiva idoneità della stessa a garantire il superamento della crisi attraverso il soddisfacimento – seppur minimo – dei creditori.

 

In tale contesto la relazione del professionista, ai sensi dell’art. 186-bis, comma 2, lett. b) l. fall. deve contenere, oltre all’attestazione sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano, un’ulteriore e più ampia attestazione sull’opportunità della prosecuzione dell’impresa in funzione del miglior soddisfacimento dei creditori.

 

Nell’ambito dell’ammissione al concordato preventivo, la decisione del Tribunale di concedere il termine di cui all’art. 162, comma 1, l. fall. per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti, costituisce esercizio di un potere discrezionale non potendo il debito rivendicare alcun diritto in tal senso, dovendo piuttosto adempiere all’obbligo di corredare la domanda di concordato di tutta la documentazione prescritta dall’art. 161 l. fall.

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