Casi e sentenze di merito

Nomina del liquidatore giudiziale e concordato misto

20 Giugno 2016 |

Corte d'Appello di Roma

Liquidatore giudiziale

L’esecuzione del concordato in continuità, anche quando abbia ad oggetto la liquidazione di alcuni beni non funzionali alla prosecuzione dell’attività di impresa, non presuppone la nomina di un liquidatore, ma comporta che l’attività prosegua, anche relativamente alla liquidazione, in capo agli amministratori e sotto il controllo del commissario giudiziale.

Attesa la diversità tra le due fattispecie concordatarie (in continuità e con cessione dei beni), e in assenza di esplicito richiamo, da parte dell’art. 186-bis l. fall., all’art. 182, tale ultimo articolo, laddove prevede la nomina del liquidatore, non può ritenersi applicabile al concordato in continuità.

 

È ammissibile una proposta di concordato misto che non preveda la nomina del liquidatore: anche a voler ritenere applicabile l’art. 182 al concordato c.d. misto, relativamente alla parte liquidatoria della proposta, deve comunque osservarsi che, ai sensi di tale norma, la nomina del liquidatore non è obbligatoria, bensì derogabile (“se il concordato consiste nella cessione di beni e non prevede diversamente”).

 

 

 

Sullo stesso argomento, vedi anche:

Tribunale di Roma, 31 luglio 2015, anche con nota di Campione

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