Casi e sentenze di merito

Piano concordatario: disciplina applicabile e suddivisione dei creditori in classi

Il D.L. n. 83/2015, conv. in L. n. 132/2015, prevede che i nuovi e più stringenti requisiti di ammissibilità della domanda di concordato con riserva di cui agli artt. 160 e 161 l. fall. si applichino solo ai procedimenti introdotti successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione, non potendo considerare espressione di una nuova e distinta domanda le modifiche apportate al piano originario in assenza di un’espressa dichiarazione in tal senso.

 

La suddivisione dei creditori in classi prevista dal piano concordatario presentato dal debitore può individuare anche classi monosoggettive laddove si tratti di creditori non riconducibili ad altre classi, non costituendo tale struttura ragione di inammissibilità della proposta. Né è ravvisabile un’alterazione delle cause legittime di prelazione, in quanto nell’ambito del concordato preventivo il trattamento dei crediti privilegiati incapienti è previsto dal disposto di cui agli artt. 160, comma 2 e 177, comma 3, l. fall.

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