Casi e sentenze di merito

Revoca della dichiarazione di fallimento per violazione del diritto di difesa

05 Febbraio 2016 |

Corte d'Appello di Roma

Revoca della dichiarazione di fallimento

Va revocato, per violazione del diritto di difesa, il fallimento dichiarato dal tribunale, su richiesta formulata dal PM oralmente nel corso dell’udienza ex art. 162, comma 2, l. fall., a scioglimento della riserva assunta in quella sede, senza che sia stato concesso il termine, richiesto dal debitore, per rispondere alle deduzioni formulati dal PM circa la sussistenza dei presupposti per la declaratoria di fallimento.

In pendenza di un procedimento di concordato preventivo, il fallimento dell’imprenditore può essere dichiarato, su istanza di un creditore o su richiesta del PM, solo quando ricorrono gli eventi di cui agli artt. 162, 173, 179, 180 l. fall.

È sempre necessario un coordinamento tra le procedure, assicurando il previo esaurimento di quella concordataria, ma il subprocedimento diretto alla declaratoria di fallimento, che si apre all’esito della dichiarazione di inammissibilità della proposta di concordato, si inserisce nell’ambito di una procedura unitaria nella quale non è necessaria, ai fini della dichiarazione di fallimento, l’ulteriore convocazione in camera di consiglio del debitore. Tuttavia, se sia stata formulata un’istanza di rinvio, per poter argomentare sull’istanza di fallimento presentata dal PM in udienza, il Tribunale non può pronunciarsi su tale istanza se non dopo aver concesso il termine al debitore.

 

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