Focus

I proventi della continuità, come qualsiasi surplus concordatario, non sono liberamente distribuibili

Sommario

Premessa | Cenni sulla gerarchia fra interessi | La presa d'atto infine del ruolo essenziale del Giudice | L'esigenza di un'analisi economica, non solo aziendalistica | La suggestione del “surplus” concordatario | Il “dogma” della responsabilità patrimoniale: le forme di attuazione della stessa | Patrimoni separati e “miraggi” interpretativi | Una ulteriore rapida analisi economica delle norme | Segregazione e separazione patrimoniale: così vicini, così lontani | Ancora sugli interessi tutelati | Il miglior soddisfacimento dei creditori: un successo inarrestabile | Senza il lupo non ci sarebbe la gallina? | Alla fine, l'interesse del debitore, anzi del suo soggetto economico |

 

Di recente, e dopo che un'elaborata pronunzia della Corte distrettuale torinese aveva preso energicamente posizione a favore della tesi restrittiva sul tema della distribuibilità dei flussi della continuità nel concordato preventivo, una sentenza della Corte di Appello veneziana ha ritenuto di tornare in argomento, aderendo alla tesi “libertaria”; ha davvero voluto farlo, perché il procedimento, introdotto ai sensi dell'art. 18 l.f. si è chiuso comunque con la conferma della sentenza di fallimento; ma la Corte ha statuito anche sul punto in questione, che ben avrebbe potuto altrimenti restare “assorbito”.

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