Focus

Necessario il consenso dei lavoratori nel concordato con continuità indiretta parziale

Sommario

Premessa | Rapporti di lavoro “insensibili” all'apertura del concordato preventivo: una conferma | Il favor del Codice della crisi e dell'insolvenza per la continuità aziendale | Trasferimento d'azienda di imprese in crisi: la sentenza di condanna della Corte di Giustizia 11 giugno 2009, C-561/07 contro l'Italia e il successivo adeguamento dell'ordinamento nazionale | Il nuovo comma 4 bis dell'art. 47, legge n. 428/90 ed il coordinamento con l'art. 84, comma 2 c.c.i. alla luce della giurisprudenza nazionale di merito | Conclusioni |

 

Com'è noto, i diritti dei lavoratori addetti ad un'azienda o ad un ramo aziendale interessati da un'operazione che ne trasferisca in qualsiasi modo la titolarità sono tutelati dalla Direttiva 2001/23/CE, recante norme in materia di “ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti”. Il nostro paese ha avuto una relazione travagliata con le materie disciplinate dal legislatore europeo, sfociata nel 2011 in una procedura di infrazione ed in una conseguente condanna da parte della Corte di Giustizia. Il diritto interno è oggi del tutto armonizzato con quello comunitario, ma le norme del Codice della Crisi dettate in tema di continuità aziendale vanno applicate in stretta aderenza alla Direttiva, pena l'inevitabile illegittimità dei processi di ristrutturazione sotto il profilo giuslavoristico.

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