Giurisprudenza commentata

Concordato di gruppo: inammissibile la confusione delle masse attive e passive

Sommario

Massima | Il caso | Le questioni giuridiche e la soluzione della Cassazione | Conclusioni | Minimi riferimenti giurisprudenziali, bibliografici e normativi |

 

La realtà economica odierna indica che le imprese operanti sul mercato sono frequentemente organizzate in gruppi di società. Tuttavia, l’attuale sistema del diritto fallimentare, in particolare per quanto attiene al concordato preventivo, non conosce il fenomeno, non dettando alcuna disciplina al riguardo che si collochi sulla falsariga di quella enunciata in tema di amministrazione straordinaria dagli artt. 80 e ss. della legge 8 luglio 1999 n. 270, o dall’art. 4-bis d.l. 23 dicembre 2003 n. 347 sulla ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza, convertito, con modificazioni, in l. 18 febbraio 2004, n. 39, o con riguardo ai gruppi bancari o assicurativi insolventi. Non è ammissibile il concordato preventivo di gruppo, in assenza di una disciplina positiva del fenomeno nel nostro ordinamento: non può essere, quindi omologata una domanda unitaria di concordato preventivo riguardante un gruppo di società.

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