Giurisprudenza commentata

I limiti probatori cui è soggetto il Curatore che agisce in giudizio per la simulazione del contratto stipulato dall’imprenditore

Sommario

Massima | Il caso | Le questioni giuridiche e la soluzione | Osservazioni | Conclusioni | Minimi riferimenti giurisprudenziali e bibliografici |

 

Il Curatore fallimentare, il quale, con riguardo ad atti di alienazione del fallito, eserciti l’azione di simulazione al fine della ricostruzione delle preesistenti garanzie patrimoniali e del migliore soddisfacimento dei crediti ammessi, cumula, con la rappresentanza del fallito ex art. 43 l. fall., anche la legittimazione che la legge attribuisce ai creditori del simulato alienante ex art. 1416, comma 2, c.c., con la conseguenza che, agendo egli come “terzo”, può fornire la prova della simulazione, ai sensi dell’art. 1417 c.c., anche mediante presunzioni, le quali sono ammissibili ogni qualvolta è ammessa la prova testimoniale.

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