Giurisprudenza commentata

Il creditore tardivo incolpevole deve dimostrare la propria “innocenza”

14 Aprile 2014 |

Corte d'Appello di Torino

Ripartizione dell’attivo

Sommario

Massima | Il caso | Questioni giuridiche - Il meccanismo dell'art. 112 l. fall. | L'eccezione del creditore "incolpevole" | La decisione della Corte | Conclusioni | Minimi riferimenti giurisprudenziali, bibliografici e normativi |

 

In tema di partecipazione dei creditori tardivi al riparto dell’attivo fallimentare, l’art. 71. l.fall. – che prevede l’ammissione al passivo di chi, per effetto del positivo esperimento dell’azione revocatoria da parte del curatore, abbia restituito quanto aveva ricevuto dal fallito – non configura un’ipotesi di accertamento “ex lege” della non imputabilità al creditore del ritardo dell’insinuazione al passivo, atteso che il sistema normativo non prevede la specialità dei crediti concorsuali nascenti dall’esito positivo della revocatoria nè, quindi, la retroattività assoluta della loro insinuazione, e se non considera necessariamente illecita la prestazione del fallito soggetta a revocatoria, non apprezza, però, nella posizione del convenuto soccombente in revocatoria, ragioni meritevoli di particolare tutela.

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