Giurisprudenza commentata

Inammissibilità della proposta di concordato preventivo e fallimento

Sommario

Massima | Il caso | La questione e le soluzioni giuridiche | Conclusioni |

 

Quando la procedura per la dichiarazione di fallimento è rimasta aperta per alcuni mesi (nella specie oltre quattro) nel corso dei quali la società, poi fallita, non ha in alcun modo anticipato o fatto intendere la propria volontà di presentare ricorso per l’ammissione a concordato preventivo né tale volontà è stata esternata all’udienza ad esito della quale il relatore si è riservato di riferire al collegio e, successivamente a detta udienza, è stata proposta domanda di concordato, tale condotta del debitore, unitamente alle risultanze di una consulenza tecnica d’ufficio disposta nell’ambito della procedura per la dichiarazione di fallimento da cui è emersa con lampante certezza l’inevitabilità del fallimento, palesa con assoluta inequivocità che il ricorso per l’ammissione al concordato in bianco rappresenta solo un espediente per procrastinare la pronuncia di fallimento. Una domanda di concordato in bianco è inammissibile quando è carente per mancata allegazione di uno dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall., essendo privo di rilevanza il fatto che l’ultimo bilancio non sia stato ancora approvato e pubblicato, perché il debitore è comunque onerato di presentare, in tal caso, una situazione patrimoniale aggiornata riferita all...

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