Giurisprudenza commentata

La dichiarazione di fallimento della c.d. supersocietà di fatto

12 Ottobre 2015 |

Corte Costituzionale

Società di fatto

Sommario

Massima | Giurisprudenza contraria | Giurisprudenza favorevole | I casi | Questioni giuridiche e osservazioni | Conclusioni | Minimi riferimenti giurisprudenziali e bibliografici |

 

Nel sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’art. 147 l. fall., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui sarebbe consentita l’estensione del fallimento dichiarato nei confronti dell’imprenditore individuale risultato successivamente socio di una società di fatto, mentre un’analoga possibilità non sarebbe prevista nell’ipotesi in cui il fallimento sia originariamente dichiarato nei confronti di una società di capitali socia di una società di fatto, deve essere preliminarmente accertato con riferimento al disposto del comma 2 dell’art. 2361 c.c. – secondo cui nei casi di assunzione di partecipazioni comportanti la responsabilità illimitata è stabilito che essa debba essere deliberata dall’assemblea dei soci e che gli amministratori ne diano specifica informazione della nota integrativa del bilancio – se l’assunzione di partecipazioni in società di persone sia efficace, rilevando solo sul piano interno della società ai fini della responsabilità degli amministratori oppure se tale mancanza precluda la stessa possibilità per la società per azioni di partecipare ad una società di fatto e se la conclusione valida per la società per azioni possa estendersi anche alla società a responsabilità limitata per la quale manca una previsione espressa.

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