Giurisprudenza commentata

La “discontinuità” tra concordato in bianco e concordato “pieno”: un evidente abuso processuale

Sommario

Massima | Il caso | Le questioni giuridiche e la soluzione | Osservazioni | Questioni aperte | Minimi riferimenti giurisprudenziali, bibliografici e normativi |

 

Non può ravvisarsi alcuna continuità e consecuzione tra una domanda di concordato “in bianco” già dichiarata inammissibile per mancato deposito nel termine della proposta definitiva, ed una successiva domanda di concordato “pieno”, in considerazione del fatto che il concetto di consecuzione concerne l’ipotesi in cui ad una procedura concorsuale minore faccia seguito il fallimento. Né a tale affermazione si può pervenire sulla base dell’abrogazione del comma 3-quater dall’art. 11 D.l. 145/2013, in quanto detta modifica non ha reso automaticamente prededucibili i crediti sorti in occasione della procedura di concordato “in bianco”, dovendosi in ogni caso procedere ad una valutazione concreta della sussistenza delle condizioni per il riconoscimento della prededuzione medesima.

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