Giurisprudenza commentata

Negozi giuridici contrari all’ordine pubblico economico

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Minimi riferimenti giurisprudenziali, bibliografici e normativi |

 

La stipula di un contratto di fornitura di prodotti molitori, poi mai effettuata pur a fronte di cospicue anticipazioni del prezzo effettuate nell’arco di un anno e in presenza di una critica situazione economica della concedente, infine apparentemente risolto in via consensuale, integrano condotte contrarie a norme imperative, particolarmente di natura penale, che vietano di aggravare il dissesto dell’impresa, e ai principi generali dell’ordine pubblico economico, che impongono la realizzazione di dinamiche contrattuali corrette ed in buona fede, in consonanza con i valori fondamentali dell’ordinamento secondo una equilibrata interpretazione dell’art. 41, comma 2, Cost., nella parte in cui vieta l’iniziativa privata in danno dei terzi, dovendo, inoltre, ricondursi, secondo la dottrina, i negozi contrari all’ordine pubblico economico - quali, tra gli altri, i contratti di turbativa d’asta, i patti limitativi della concorrenza, i negozi usurari, i patti volti a ledere il regolare svolgimento dei rapporti tra privati quali i contratti a danno dei terzi e dei soci - all’ambito del buon costume, inteso quale complesso dei principi etici costituenti la morale sociale corrente.

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