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Anche le Stp possono assumere l’incarico di attestatore. E la nuova disciplina è pronta

L’Istituto di Ricerca dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha pubblicato un documento (consultabile sul sito Irdcec.it) nel quale viene esaminato il ruolo del professionista attestatore nella composizione negoziale della crisi, alla luce delle novità introdotte dal c.d. Decreto Sviluppo (D.l. n. 83/2012, convertito in l. n. 134/2012).

Oggetto d’analisi sono, quindi, i requisiti soggettivi, di professionalità e indipendenza, che l’attestatore deve possedere, il contenuto delle attestazioni e la nuova fattispecie penale, prevista dall'art. 236-bis l. fall.: argomenti per i quali si rimanda allo Speciale Decreto Sviluppo de IlFallimentarista.
Anche le Stp possono assumere l’incarico di attestatore. Tra gli aspetti affrontati dalla Circolare IRDCEC, vi è un profilo d’interesse relativo ai soggetti che possono assumere l’incarico per l’attestazione dei concordati o dei piani di ristrutturazione. In base all’art. 67, comma 3, lett. d), la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità di un piano devono essere attestate da un professionista, nominato dal debitore, iscritto nel registro dei revisori legali e in possesso dei requisiti previsti dall’art. 28, lettere a) e b) l. fall. per la nomina a curatore. E quest’ultima norma prevede che possono rivestire l’incarico anche gli “studi professionali associati o società tra professionisti”.
La l. n. 183/2011 ha istituito il tipo sociale della società tra professionisti (Stp), aprendo, così, il mercato forense alle società di capitali e prevedendo, contestualmente, apposite garanzie, quanto ai requisiti per l’esecuzione di prestazioni professionali.
Il combinato disposto dell’art. 10, l. n. 183/2011 e degli artt. 67 e 28 l. fall., consente di formulare alcune considerazioni: per l’assunzione dell’incarico di attestatore da parte di una Stp occorre che la società abbia ad oggetto l’esercizio in via esclusiva delle attività di una professione regolamentata, che i soci professionisti risultino iscritti in uno degli albi professionali di cui all’art. 28, lett. a), l. fall., e che il socio designato per l’espletamento dell’incarico sia iscritto anche al registro dei revisori legali di cui all’art. 6, d. lgs. n. 39/2010.
Intanto è pronto il Regolamento delle Stp. Nel frattempo, la disciplina delle società tra professionisti è ormai definita: il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha licenziato una bozza finale di Regolamento attuativo, sulla quale sono state già apposte le firme dell’ex Guardasigilli Severino e dell’ex Ministro Passera; si attende, quindi, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Tra i requisiti per l’esercizio dell’attività professionale in forma associata, vi è l’iscrizione della Stp nel registro delle imprese delle Camere di commercio e nella sezione speciale dell’Ordine di appartenenza dei soci.
Lo stesso socio non potrà prendere parte a più di una Stp e i consociati non possono detenere più dei 2/3 del capitale sociale.
Il socio per finalità d’investimento, poi, deve possedere stringenti requisiti di onorabilità e moralità.
Centrale, infine, la trasparenza: sono previsti obblighi di informazione in ogni fase del rapporto con il cliente.

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