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Ancora sull’impugnazione autonoma del decreto di inammissibilità del concordato

Con l’ordinanza interlocutoria n. 18558/2016 vengono rimesse alle Sezioni Unite ulteriori questioni relative al ricorso in Cassazione avverso il decreto d’inammissibilità del concordato preventivo. Qualora le S.U., esprimendosi sulla questione sollevata dalla precedente ordinanza n. 3472/2016 ( vedi M. Giorgetti, S. Nadin, Il carattere definitivo del provvedimento di inammissibilità del concordato preventivo, in questo portale), dovessero stabilire che tale decreto non è autonomamente impugnabile per Cassazione, sarà necessario precisare anche quale debba essere la sorte di un eventuale ricorso già proposto qualora sopraggiunga una successiva dichiarazione di fallimento. Se, invece, il decreto di inammissibilità venisse ritenuto ricorribile per Cassazione, bisognerà chiarire il rapporto tra tale giudizio d’impugnazione e quello avverso la dichiarazione di fallimento.

 

La vicenda. La Corte d’appello di Genova dichiarava, a seguito di reclamo dell’INPS avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo proposto da una s.r.l., l’inammissibilità della proposta del concordato stesso, ritenuta non conforme al disposto dell’art 182-ter l. fall. La decisione veniva impugnata in Cassazione, dove la ricorrente si doleva della non corretta interpretazione, realizzata in appello dal giudice, del citato articolo. All’udienza di discussione venne reso noto che la s.r.l. nel frattempo era stata dichiarata fallita, e che tale decisione era stata impugnata.

 

I rapporti tra decreto d’inammissibilità e dichiarazione di fallimento. Nonostante il legislatore abbia precisato che non sussiste un automatismo tra il decreto d’inammissibilità della proposta di concordato e la dichiarazione di fallimento, lo stesso giudice che ha emesso il primo può, in presenza dei presupposti di legge, pronunciare contestualmente la seconda. In queste ipotesi, un passato intervento delle S.U. ( Cass. Civ. - Sez. Un., 15 maggio 2015, n. 9935, sent., vedi F. Lamanna, Retromarcia sul principio di prevenzione/prevalenza del concordato: come non detto, il principio ancora esiste, in questo portale) aveva stabilito che è possibile proporre esclusivamente reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, anche qualora il contenuto dell’impugnazione sia riferibile al decreto d’inammissibilità della domanda di concordato.

 

Ulteriori quesiti sul ricorso. Nel caso di specie, la dichiarazione di fallimento è intervenuta in un momento successivo alla proposizione e notificazione del ricorso in Cassazione, facendo sorgere il problema di quale sorte spetti a tale ricorso ai sensi dell’art. 111 Cost. La possibilità di esercitare ricorso autonomo avverso un decreto d’inammissibilità della proposta di concordato, qualora non si sia dichiarato contestuale fallimento della società proponente, è questione che l’ordinanza n. 3472/2016 ha già rimesso alle S.U., e sulla quale si sta attendendo una pronuncia.

Il caso in esame permette di aggiungere ulteriori dubbi a tale quesito di base. Se si riterrà possibile esercitare autonomo ricorso avverso il decreto di inammissibilità della proposta concordataria, bisognerà specificare quali saranno i rapporti intercorrenti tra tale giudizio di impugnazione e quello differente proposto avverso la successiva sentenza di fallimento.

Se, invece, tale autonomia non dovesse essere riconosciuta sarà opportuno stabilire quali saranno le sorti del ricorso già proposto ove sopravvenga la dichiarazione di fallimento, la cui impugnazione potrebbe includere anche le contestazioni avverso il decreto d’inammissibilità. 

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