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Approvato il nuovo Codice deontologico forense

13 Febbraio 2014 | Professionisti

Nella seduta amministrativa straordinaria del 31 gennaio 2014, il consiglio Nazionale Forense ha approvato il nuovo Codice deontologico forense, in attuazione di quanto indicato nella legge di riforma dell’ordinamento fornese, legge n. 247/2012 e che entrerà in vigore sessanta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il nuovo Codice, si legge nel comunicato stampa del CNF, “è finalizzato innanzitutto alla tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione”.
Il nuovo Codice si struttura in 73 articoli , organizzati in 7 titoli: il primo titolo (1-22) sancisce in principi generali; il secondo (23 – 37) disciplina i rapporti tra cliente e parte assistita, il terzo (38-45) invece i rapporti tra colleghi; il quarto titolo (46 – 62) indica quali siano i doveri dell’avvocato nel processo; il quinto (63 – 68) dispone in merito ai rapporti con terzi e controparti; il sesto (69-72) si occupa dei rapporti con le istituzioni forensi, ed infine il settimo titolo (73) contiene la disposizione finale.
Si noti che si è voluta un’inversione, rispetto al codice finora in uso, tra i titoli II e III, indice della volontà di dare più importanza al cliente e alla parte assistita rispetto ai colleghi, in coerenza con la vocazione pubblicistica a cui si è voluto ispirare il nuovo impianto normativo.
I principi generali enunciati sono quelli di indipendenza, autonomia e leale concorrenza, oltreché, di diligenza, di competenza, di aggiornamento e formazione continua. L’Avvocato deve poi adempiere agli oneri fiscali, previdenziali, assicurativi e contributivi.
Nelle norme disciplinanti i rapporti con i clienti e la parte assistita viene definito quale sia il momento in cui nasce il rapporto professionale e quali siano gli obblighi informativi che ne conseguono: l’avvocato deve pertanto fornire informazioni sulla propria attività professionale nel rispetto dei doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, avendo cura di fare sempre riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale. L’Avvocato, non deve consigliare azioni che siano inutilmente gravose ed è tenuto ad emettere documento fiscale per ogni versamento ricevuto. Si dispone, infine, la libera pattuizione del compenso.
Del tutto nuovi sono i titoli inerenti ai Doveri dell’Avvocato nel processo e ai Rapporti con le istituzioni forensi.
Per quanto riguarda i Doveri dell’avvocato nel processo, è stata introdotta una norma dedicata all’ascolto del minore al fine di assicurare la maggior correttezza in un ambito così particolarmente delicato.
In merito, invece, ai Rapporti con le istituzioni forensi si segnala l’obbligo di collaborazione dell’avvocato iscritto all’albo e l’introduzione di pesanti sanzioni qualora compia atti volti a favorire i candidati durante l’esame di abilitazione, in particolare quando si tratti dell’avvocato-commissario d’esame.
In merito ai Rapporti coi colleghi, invece, compito dell’avvocato dovrà essere quello di “favorire la crescita formativa dei propri collaboratori , compensandone in maniera adeguata la collaborazione, tenendo conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio”.
Si richiede, poi, che ai praticanti si assicurata l’effettività e la proficuità della pratica forense e, fermo l’obbligo di rimborso spese, dopo il primo mese di pratica dovrà essergli corrisposto un adeguato compenso.
Il plenum del CNF, sempre durante la seduta amministrativa straordinaria del 31 gennaio, ha approvato in via definitiva anche il regolamento che disciplina  l’elezione dei componenti dei Consigli Distrettuali di Disciplina, ossia quegli organismi cui la legge forense demanda il controllo disciplinare degli iscritti agli albi.

 

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