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Bancarotta distrattiva: il fallimento costituisce condizione di punibilità

23 Novembre 2017 |

Cass. Pen. – Sez. V – 22 novembre 2017 – n. 53184, sent..pdf

Bancarotta fraudolenta

Ai fini della sussistenza del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, reato di pericolo a dolo generico, non è necessaria la sussistenza di un nesso causale tra i fatti di distrazione ed il successivo fallimento, potendo tali fatti assumere rilievo penale in qualsiasi epoca siano stati commessi, anche quando l’impresa non versava ancora in condizione di insolvenza.

 

Il caso. La Corte d’appello confermava la sentenza emessa dal tribunale con la quale veniva condannata l’amministratrice di fatto di una S.r.l. dichiarata fallita, in concorso con l’amministratore unico della società e con il figlio, per aver assunto il controllo dell’azienda sottraendolo alla precedente amministratrice e socia e per aver ceduto ad una S.p.a. – per interposta partecipazione attraverso una Holding – l’azienda (S.r.l.) comprensiva di arredi, avviamento ed attrezzature, senza farsi riconoscere alcuna contropartita e lasciando all’impresa che poi sarebbe fallita l’onere relativo ai canoni di leasing immobiliare sul capannone aziendale. Avverso tale provvedimento l’amministratrice della S.r.l. proponeva ricorso in Cassazione.

 

Atti di distrazione e dissesto dell’impresa. L’irrilevanza di un nesso causale tra fatti di distrazione e dissesto dell’impresa fa sì che, una volta intervenuta la dichiarazione di fallimento, detti fatti assumano rilevanza penale in qualunque tempo siano stati commessi e, quindi, anche quando l’insolvenza non si era ancora manifestata. Coerentemente con quanto affermato dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, la dichiarazione di fallimento – in quanto evento estraneo all’offesa tipica ed alla sfera di volizione dell’agente – restringe l’area del penalmente illecito, imponendo la sanzione penale solo in quei casi nei quali alle condotte del debitore, di per sé offensive degli interessi dei creditori, segua la dichiarazione di fallimento.

 

La bancarotta distrattiva è un reato a dolo generico. Nel reato di bancarotta distrattiva il dolo consiste, pertanto, nella mera rappresentazione dell’effetto depressivo sulla garanzia patrimoniale che, in termini di probabilità, la condotta è in grado di determinare. La pericolosità della condotta va intesa come consapevolezza della sua dannosità rispetto agli interessi del ceto creditorio.

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