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Bancarotta fraudolenta: la contestazione alternativa per omessa tenuta e sottrazione della contabilità

Non sussiste lesione del diritto di difesa dell’imputato, nell’ipotesi di reato per bancarotta fraudolenta documentale, ove la contestazione mossa allo stesso preveda sia la mancata tenuta sia la sottrazione delle scritture contabili. E’ questo il principio affermato dalla Cassazione Penale, nella sentenza n. 9921, depositata il 5 marzo.

Il caso. L’amministratore unico di una società a responsabilità limitata, dichiarata poi fallita, veniva condannato in appello per il reato di bancarotta fraudolenta documentale e  proponeva ricorso in cassazione per differenti motivi.  Il ricorrente lamentava – tra l’altro -  l’illegittimità della contestazione alternativa dell’imputazione, riferita sia alla mancata tenuta che alla sottrazione delle scritture contabili, con violazione del diritto di difesa in ragione dell’ambiguità dell’accusa, nonché la mancata acquisizione di una prova decisiva per  non avere  la Corte d’appello valutato la circostanza della veridicità del trasferimento della società all’estero  e del fatto che la mancanza dei libri contabili fosse proprio dovuta a tale trasferimento di sede. La Suprema Corte dichiarava inammissibile il ricorso, ritenuto generico e manifestamente infondato.

La contestazione alternativa e il diritto di difesa. Sul punto, i Giudici di legittimità  si sono uniformati al costante orientamento della giurisprudenza della stessa Corte  secondo cui – in tema di bancarotta fraudolenta documentale – ai fini della configurabilità del reato  devono ritenersi condotte equivalenti la distruzione, l’occultamento o la mancata consegna al curatore della documentazione e l’omessa o irregolare tenuta delle scritture contabili. E’ sufficiente, quindi, per la sussistenza del reato, l’accertamento di una di esse e la presenza in capo all’imprenditore dello scopo di recare pregiudizio ai creditori e di rendere impossibile la ricostruzione del movimento degli affari (v., da ultimo,  Cass.  n. 8369 del 2013). E ancora, un più recente orientamento (Cass. 18634 del 2017) equipara  proprio le due condotte alternative contestate nella fattispecie esaminata affermando una netta distinzione tra la diade “occultamento-omessa tenuta” delle scritture contabili e la fraudolenta tenuta delle stesse, che integra, invece, una fattispecie autonoma ed alternativa di cui all’art. 216, comma 1, lett. b), l. fall.

 

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