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Chiusura della procedura concorsuale e termine per l'emissione della nota di variazione

In tema di chiusura di una procedura concorsuale, la nota di variazione dev'essere emessa entro il termine di novanta giorni previsto per la proposizione dell'azione di reclamo contro il decreto che dispone la chiusura della procedura stessa. Questo è quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 438 diramata nella giornata di ieri.

 

Il parere dell’Agenzia delle Entrate. L'art. 26, comma 2, del decreto IVA dispone che "Se un'operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l'ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell'articolo 67, terzo comma, lettera d), del medesimo regio decreto n. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese o in conseguenza dell'applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell'articolo 19 l'imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell'articolo 25". Il diritto alla variazione è subordinato alla "infruttuosità" delle procedure concorsuali o esecutive.

 

L’infruttuosità della procedura concorsuale. La condizione di infruttuosità della procedura concorsuale si realizza alla scadenza del termine per le osservazioni al piano di riparto finale o, in assenza, alla scadenza del termine per opporre reclamo contro il decreto di chiusura del fallimento.

 

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