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Comunicazioni telematiche nelle procedure concorsuali dopo il D.l. Sviluppo-bis: le linee guida di Milano

Il c.d. Decreto Sviluppo-bis (D.l. n. 179/2012, convertito, con mod., in l. n. 221/2012) ha apportato, con l’art. 17, profonde modifiche alle modalità di comunicazione degli atti nelle procedure concorsuali. La nuova disciplina è applicabile sin dal 19 dicembre 2012, il giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione.

Le nuove linee guida del Tribunale di Milano. Il plenum della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano ha predisposto un documento nel quale vengono illustrate le nuove norme e, soprattutto, le modalità operative alle quali i curatori fallimentari, i commissari giudiziali, i liquidatori e tutti gli altri professionisti interessati dovranno attenersi “per assicurare una corretta e funzionale attuazione del dettato legislativo”.
Fallimenti. Con riferimento alla procedura fallimentare, si segnala che la nuova disciplina si applica a tutti i nuovi fallimenti, nonché a quelli già pendenti ove il curatore, alla data del 19/12, non abbia ancora inviato ai creditori l’avviso di cui all’art. 92 l. fall.
Ebbene, le nuove norme impongono al curatore di comunicare, entro 10 giorni dalla nomina, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, al Registro delle imprese. L’avviso di cui all’art. 92 dovrà essere inviato all’indirizzo PEC dei creditori (o degli altri soggetti interessati), così come risultante dal Registro delle imprese, e solo se non risulta l’indirizzo PEC l’avviso potrà essere inviato con le modalità tradizionali.
Quanto al contenuto dell’avviso, la circolare del Tribunale di Milano riporta un’ipotesi di informativa specifica che deve essere necessariamente riportata, in ordine alle modalità di presentazione delle domande e delle osservazioni. In particolare, deve essere segnalato che i ricorsi contenenti la domanda di ammissione al passivo vanno presentati, unitamente ai documenti, esclusivamente mediante trasmissione telematica all’indirizzo PEC indicato, con avvertimento che i ricorsi depositati o inviati in cancelleria in altri modi sono da considerarsi irricevibili e, pertanto, le domande in essi contenute non saranno esaminate.
Il curatore è tenuto a conservare tutti i messaggi, inviati e ricevuti, per tutta la durata del fallimento e per i due anni successivi alla chiusura.
Concordati preventivi. Analogamente a quanto imposto al curatore nei fallimenti, nei concordati il commissario liquidatore deve comunicare il proprio indirizzo PEC al Registro delle imprese.
Nuove modalità operative anche per l’avviso ai creditori ex art. 171 l. fall.: il commissario, oltre alla data dell’adunanza e alla copia integrale della proposta di concordato e del decreto di ammissione, deve comunicare ai creditori il proprio indirizzo PEC, invitando ciascun destinatario a comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, con l’avvertimento che, in mancanza, tutte le future comunicazioni si perfezioneranno con il deposito in cancelleria, senza ulteriori avvisi.
Altri adempimenti riguardano il deposito della relazione ex art. 172 l. fall., da effettuarsi almeno 10 giorni prima dell’adunanza secondo le regole tecniche del processo civile telematico; la comunicazione del provvedimento del Tribunale di apertura del procedimento per la revoca dell’ammissione al concordato ex art. 173; la relazione semestrale del liquidatore nel concordato per cessione dei beni.
Anche nel concordato il commissario è tenuto a conservare tutti i messaggi, inviati e ricevuti, per l’intera durata del concordato e per i due anni successivi alla chiusura.
Altre procedure concorsuali. Regole simili a quelle previste per le procedure concorsuali sinora esaminate, valgono anche con riferimento all’amministrazione straordinaria e alla liquidazione coatta amministrativa: anche in questi casi sono previsti nuovi adempimenti a carico degli organi delle procedure e nuove modalità di comunicazione degli atti.
 

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