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Concordato preventivo e infalcidiabilità dell’IVA: la pronuncia della Cassazione

La previsione dell'infalcidiabilità del credito per ritenute fiscali operate e non versate, di cui all’art. 182-ter, comma 1, l.fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato preventivo che sia accompagnata da una transazione fiscale.

 

Il caso. Una Srl in liquidazione impugnava il decreto della Corte d'Appello con cui veniva respinto il reclamo avverso il provvedimento reso dal Tribunale, sull'opposizione di taluni creditori, di rigetto della domanda di omologa del concordato preventivo proposto dalla stessa società. Secondo la corte d'appello, correttamente il tribunale non aveva omologato il concordato, a causa della presenza di una proposta che prevedeva il pagamento falcidiato delle ritenute fiscali operate e non versate, le quali risultavano suscettibili soltanto di una dilazione, ai sensi della L. Fall., art. 182-ter, comma 1, secondo quanto già stabilito in tema di IVA dal Giudice di legittimità, trattandosi di norma di natura sostanziale e, dunque, applicabile anche al di fuori della transazione fiscale.

 

La Corte di Giustizia e le Sezioni Unite sull’infalcidiabilità del credito IVA. Sulla questione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all’art. 182-ter, l.fall. sono state di recente investite le Sezioni unite, chiamate a stabilire se la disposizione in esame trovi applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da una transazione fiscale. Sempre in riferimento all'IVA quale imposta di natura comunitaria, con sentenza del 7 aprile 2016 in causa C-546/14 la Corte di Giustizia UE ha dichiarato che l'art. 4, paragrafo 3, TUE nonchè gli artt. 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune dell'IVA, non ostano a una normativa nazionale come la Legge Fallimentare Italiana, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell'IVA attestando, sulla base dell'accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento.

 

Solo con l’obbligatorietà della transazione fiscale si potrebbe riconoscere l'infalcidiabilità in qualsiasi concordato. Secondo la Corte, solo se si ipotizzasse l'obbligatorietà della transazione fiscale si potrebbe riconoscere l'infalcidiabilità del credito per le ritenute operate e non versate in qualsiasi concordato. Ma se si esclude che la transazione fiscale debba accompagnare necessariamente ogni ipotesi di concordato preventivo in presenza di debiti tributari, deve riconoscersi che la regola dell'infalcidiabilità di taluni tributi non può operare al di fuori della detta sede procedimentale.

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