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Conflitto positivo di competenza e disposizioni in tema di litispendenza

11 Agosto 2016 |

Cass. Civ.

Conflitti di giurisdizione e di competenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16951/2016, ha stabilito che: "nell'ipotesi di una pluralità di procedimenti pendenti dinnanzi a tribunali differenti per la dichiarazione del fallimento del medesimo debitore e a domanda di legittimati non coincidenti, il conflito, reale o virtuale, andrà regolato solo dopo la dichiarazione di fallimento, ai sensi dell'art. 9-ter l. fall., tenuto conto della prevenzione che permette, nel frattempo, di dichiarare il fallimento ove se ne accertino i presupposti, escludendosi in ogni caso l'applicazione del criterio di cui all'art. 39, comma 1, c.p.c."

Nel caso preso in esame, la Società ricorrente lamentava la violazione degli artt. 9-ter l. fall., 12 preleggi, 39, comma 1, c.p.c., e, avendo il tribunale omesso di rilevare la litispendenza del giudizio presso tribunale diverso, richiedeva la cancellazione della causa dal ruolo.

La revoca del fallimento non può essere applicata, poiché gli atti compiuti nel corso di una procedura aperta sulla base di una sentenza dichiarativa emessa da tribunale incompetente, vengono riportati nel processo davanti al tribunale ritenuto competente.

Infatti, “opera in tema il principio per cui la risoluzione del conflitto positivo di competenza (territoriale) tra due tribunali fallimentari e la conseguente individuazione di un tribunale diverso da quello che per primo ha dichiarato il fallimento, non comportano la cassazione della relativa sentenza e la caducazione degli effetti sostanziali della prima dichiarazione di fallimento, ma solo la prosecuzione del procedimento avanti al tribunale ritenuto competente, presso il quale la procedura prosegue con le sole modifiche necessarie (sostituzione del giudice delegato) o ritenute opportune (sostituzione del curatore), avuto riguardo al principio dell'unitarietà del procedimento fallimentare a far tempo dalla pronuncia del giudice incompetente, enunciato dall'art. 9-bis l. fall. (introdotto dall'art. 8 del D.lgs. n. 5 del 2006), ma desumibile anche dal sistema e dai principi informatori della legge fallimentare, nel testo anteriormente vigente”.

La Corte asserisce, inoltre, che anche nel caso in cui il tribunale dichiarante il fallimento fosse stato riconosciuto incompetente, la revoca del fallimento non si sarebbe mai potuta attuare.

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