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Consecuzione di procedure e prededucibilità dei crediti

12 Giugno 2019 |

Cass. Civ. – Sez. I – 11 giugno 2019 – n. 15724, sent..pdf

Crediti prededucibili

La prededuzione attribuisce non una causa di prelazione ma una precedenza processuale, in ragione della strumentalità dell’attività da cui il credito consegue agli scopi della procedura, onde renderla più efficiente.

 

Il caso. Una S.p.a. introduceva un primo concordato preventivo che successivamente revocava al momento dell’avvio di una seconda procedura concordataria da parte di tutte le società del gruppo.  Tutte le compagini proponenti revocavano anche questo secondo concordato, iniziativa a seguito della quale il tribunale constatava il sopravvenuto venir meno della domanda del debitore. Nella stessa giornata le medesime società avviavano una terza procedura concordataria che, dopo il deposito della domanda e del piano, si concludeva con l’omologa del concordato ed il rigetto dell’opposizione presentata da una S.p.a. La Corte di appello revocava il provvedimento impugnato e respingeva la richiesta di omologazione, negando, tra l’altro, la natura prededucibile di crediti professionali sorti nella prima procedura concordataria. Avverso tale provvedimento, le società del gruppo proponevano ricorso in Cassazione.

 

Consecuzione di procedure. La consecuzione di procedure è un fenomeno generalissimo consistente nel collegamento tra procedure concorsuali di qualsiasi tipo volte a regolare una coincidente situazione di dissesto dell’impresa, che trova nell’art. 69-bis l.fall. una sua particolare disciplina nel caso in cui esso si atteggi a consecuzione fra una o più procedure minori e un fallimento finale. Essa funge da elemento di congiunzione tra procedure distinte e consente di traslare dall’una all’altra procedura la precedenza procedimentale in cui consiste la prededuzione, facendo sì che la stessa valga non solo nell’ambito della procedura in cui è maturata, ma anche nell’altra che alla prima sia succeduta.

 

La prededuzione del compenso del professionista.  In tema di riconoscimento della natura prededucibile del compenso previsto per remunerare la prestazione del professionista incaricato di redigere la relazione di cui all’art. 161, comma 3, l.fall., l’intervenuta abrogazione del disposto dell’art. 182-quater, comma 4, l.fall., ad opera della L. n. 134/2012, non ha escluso la possibilità di riconoscere anche a questo credito la natura prededucibile, ma ha più semplicemente inteso ricondurre la disciplina di questa particolare fattispecie di credito ai principi generali previsti dall’ordinamento concorsuale. Tale credito può quindi avere natura prededucibile ove sia riconosciuto, ai sensi dell’art. 111, comma 2, l.fall., il carattere strumentale dell’attività professionale svolta rispetto alla procedura concorsuale a cui si riferisce; il medesimo credito dovrà inoltre essere collocato in prededuzione anche nella procedura consecutiva, fallimento o altra procedura concorsuale minore che sia, nel caso in cui si accerti che le due procedure sono unite da un rapporto di consecuzione.

 

 

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