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Dal MEF consultazione sul programma di valutazione del rischio di crisi aziendale per le società partecipate

12 Gennaio 2021 | Società a partecipazione pubblica

Il MEF ha posto in consultazione la bozza di un documento, predisposto dalla Struttura per l’indirizzo, il controllo e il monitoraggio sull’attuazione del D.lgs. 19 agosto 2016, n. 175 (Tusp), che fornisce indicazioni sui principali contenuti del Programma di valutazione del rischio di crisi aziendale delle società partecipate, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del citato decreto legislativo.

Tale norma, infatti, impone alle società a controllo pubblico di predisporre specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale, e di informarne l’Assemblea nell’ambito della relazione sul governo societario, ai sensi e per gli effetti dell’art. 14, il quale appunto dispone che laddove “emergano […] uno o più indicatori di crisi aziendale, l'organo amministrativo delle società a controllo pubblico debba adottare senza indugio i provvedimenti necessari al fine di prevenire l'aggravamento della crisi, di correggerne gli effetti ed eliminarne le cause, attraverso un idoneo piano di risanamento”. La predisposizione del programma di valutazione del rischio di crisi aziendale rappresenta, infatti, un adempimento temporalmente antecedente rispetto al codice della crisi d’impresa.

Il documento illustra il significato e i principali contenuti di un Programma-tipo di valutazione del rischio di crisi aziendale e fornisce indicazioni sulle modalità di monitoraggio delle aree di rischio individuate.

In linea generale, un programma di valutazione del rischio di crisi dovrebbe essere funzionale a:

-          monitorare costantemente lo stato di salute della società alla luce del principio di continuità aziendale, e

-          anticipare l’emersione del rischio di crisi attraverso l’individuazione di strumenti in grado di intercettare i segnali premonitori di squilibri economico-finanziari (approccio “Forward looking”) e consentire all’organo gestorio di attivarsi con urgenza prima che la crisi diventi irreversibile (sistema di “early warning”).

 

La consultazione, che mira ad acquisire valutazioni, osservazioni e suggerimenti sui contenuti del documento, si chiuderà il prossimo 9 febbraio.

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