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Esercizio provvisorio dell’impresa nel fallimento sotto la lente del CNDCEC

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato ieri il Quaderno “L’esercizio provvisorio dell’impresa nel fallimento (art. 104 l. fall.)”, istituto ampiamente riscritto dai più recenti interventi normativi con la finalità di provvedere alla conservazione del valore dell’impresa, esigenza che deve trovare un adeguato contemperamento con la tutela degli interessi dei creditori.

 

Considerando infatti che presupposto per l’apertura della procedura concorsuale è lo stato di insolvenza, con l’esercizio provvisorio dell’impresa le ragioni dei creditori vengono esposte al rischio d’impresa con una sostanziale equiparazione all’imprenditore individuale o ai soci. La disciplina dell’esercizio provvisorio nel fallimento mira dunque a contemperare i diversi interessi coinvolti e potenzialmente conflittuali: quelli dei creditori alla massimazione dei valori di realizzo nella procedura concorsuale da un lato, e quelli dei lavoratori subordinati, dei consumatori e degli utenti dall’altro.

 

Muovendosi sulla linea d’intersezione tra disciplina concorsuale e best practise aziendalistiche, l'istituto di cui all'art. 104 l. fall. rappresenta uno degli strumenti più flessibili e duttili per la salvaguardia delle imprese insolventi nel quale assume sempre più importanza il ruolo svolto dai professionisti quali portatori di competenze specifiche nel team composto da magistrati, curatori, legali e advisor ai quali è demandata la gestione dell’impresa.

 

Il documento del CNDCEC mira al raggiungimento di un’unica istruttoria per l’accesso alle procedure, incentivando l’imprenditore a consentire la tempestiva emersione della crisi e esplicitando le prassi virtuose in uso in alcuni Tribunali alla luce delle concrete problematiche che quotidianamente mettono alla prova i curatori.

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