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In G.U. la legge di conversione del d.l. n. 125/2020: novità in tema di transazione fiscale e contributiva

La  Legge 27 novembre 2020, n. 159 di conversione del D.L. 125/2020  prevede rilevanti modifiche in tema di transazione fiscale e previdenziale, introducendo  nella legge fallimentare le disposizioni di cui agli artt.  48, comma 5, 63 e 88 del Codice della crisi d'impresa.

L'art. 3, comma 1 bis, D.L. 125/2020 introdotto dalla L. 159/2020 anticipa, infatti,  i criteri previsti dal Codice della crisi in quanto consente di ottenere l'omologazione di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione quando il voto dell'agenzia delle entrate e degli enti di previdenza e assistenza è determinate per ottenere la maggioranza dei creditori, a condizione che sia dimostrato che la liquidazione del proprio patrimonio nell'ambito del fallimento è meno vantaggiosa della proposta formulata.

Le norme entrano in vigore dal 4 dicembre 2020 (art. 7 D.L. 125/2020 conv. in L. 159/2020) e possono essere applicate immediatamente dai tribunali in tutti i procedimenti non ancora omologati e quindi anche alle procedure pendenti.

Pertanto la transazione fiscale e previdenziale potrà essere omologata dal tribunale anche in mancanza dell’adesione dell’Agenzia delle entrate e degli enti previdenziali, quando ne sia dimostrata la convenienza per tali soggetti e la loro adesione sia determinante. L’argomento è stato  trattato nell’articolo pubblicato lo scorso 30 novembre, G. Andreani,  Le novità del Codice della crisi sulla transazione fiscale, in questo portale.

Le novità in tema di omologazione sono le seguenti:

a) omologazione del concordato preventivo (modifica all'art. 180, comma 4, L.Fall.): il tribunale può omologare il concordato anche in mancanza di voto da parte dell'amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie quando l'adesione è determinante per il raggiungimento delle maggioranze (di cui all'art. 177 L.Fall.) e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista la proposta di soddisfacimento dell'amministrazione o degli enti è conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria;

b) omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti (modifica dell'art. 182 bis, comma  4, L.Fall.): il tribunale può omologare l'accordo anche in mancanza di adesione dell'amministrazione finanziaria o degli enti previdenziali o assistenziali  quando l'adesione è decisiva per raggiungere la percentuale prevista dalla legge (art. 182 bis, comma 1, L.Fall.) e  quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista incaricato dal debitore, la proposta di soddisfacimento è conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria;

 Le novità alla norma che regola la transazione fiscale e previdenziale sono le seguenti (modifica all'art 182 terL.Fall.):

- i crediti di natura chirografaria che possono essere stralciati sono anche quelli degradati per incapienza (art 182 ter ,comma 1, secondo periodo, L.Fall.);

- l'attestazione del professionista, relativamente ai crediti tributari o contributivi, e relativi accessori, ha ad oggetto anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale; tale punto costituisce oggetto di specifica valutazione da parte del tribunale (modifica all'art 182 ter, comma 5, secondo periodo L.Fall.);

- ai fini della proposta di accordo su crediti aventi a oggetto contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, e relativi accessori, copia della proposta e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, dev'essere presentata all'ufficio competente sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore (art 182 ter, comma 5, nuovo quarto periodo L.Fall.).

 È stata inoltre disposta l'abrogazione del DM 4 agosto 2019 (ossia del provvedimento adottato ai sensi dell'art. 32, comma 6, D.L. 185/2008, conv. in L. 2/2009) che regola la transazione da parte degli enti previdenziali negli accordi di ristrutturazione e nei concordati preventivi e che obbliga l'Inps a rifiutare le transazioni previdenziali quando buona parte dei debiti non è pagata integralmente (art. 3, comma 1 ter, D.L. 125/2020 conv. in L. 159/2020).

 Si sottolinea che con le modifiche di nuova introduzione:

- spetta al solo tribunale valutare l'attestazione del professionista e le ragioni di convenienza della proposta;

- l'adesione all'accordo o il voto nel concordato preventivo da parte dell'agenzia delle entrate o degli enti di previdenza e assistenza non condizionano più l'esito del risanamento poiché i crediti stralciati valgono anche ai fini del calcolo delle maggioranze necessarie per omologare le procedure;

- la relazione del professionista indipendente (ai sensi degli artt. 161 comma 3, 182bis e 182ter L.Fall.) diventa determinante: egli deve di fatto applicare i criteri (previsti dall'art. 160, comma 2, L.Fall.) i quali richiedono di dimostrare che i beni gravati da privilegio non sono sufficienti a pagare integralmente il credito garantito, in modo tale che la parte incapiente degrada al chirografo e può essere stralciata. Il professionista si assume la responsabilità di attestare che il trattamento proposto è conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria fallimentare.

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