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I limiti del sindacato giudiziale sulla fattibilità della proposta di concordato

28 Febbraio 2017 |

Cass. Civ.

Fattibilità

Nel  concordato preventivo, la verifica di fattibilità riservata al giudice, in quanto correlata al controllo della causa concreta, comprende necessariamente anche un giudizio di idoneità della proposta e del piano rispetto all’assetto di interessi ipotizzato dal proponente in rapporto ai fini pratici che il concordato consegue ed in rapporto ai singoli punti sui quali il piano era stato articolato.

 

Il caso. Il Tribunale, dopo aver ritenuto inammissibile una proposta di concordato preventivo in continuità aziendale, dichiarava il fallimento di una Spa rilevando che sia il piano concordatario che la relazione dell’attestatore avevano manifestato profili di genericità tali da far escludere la fattibilità del concordato, con particolare riferimento alla prevista riorganizzazione con altre costituende società operanti anche in joint venture con un gruppo industriale internazionale. Di seguito, la Spa proponeva reclamo in Corte d’appello, la quale revocava il fallimento osservando che il controllo giurisdizionale sulla fattibilità non consente un sindacato sull’aspetto pratico-economico della proposta. Secondo il giudice d’appello il Tribunale aveva esorbitato dai suoi poteri, andando ad investire in via diretta il rischio del buon esito dell’operazione di riorganizzazione. Avverso tale provvedimento la società proponeva ricorso in cassazione.

 

Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sulla proposta. Secondo consolidato orientamento (Cass., Sez. Un., n. 1521/2013), il giudice, nel concordato preventivo, ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sulla proposta non restando il sindacato di fattibilità escluso dall’attestazione del professionista. Rimane invece riservata ai creditori la valutazione sulla fattibilità economica, in ordine al merito del giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano e i rischi inerenti.

Il controllo di legittimità del giudice, tuttavia, non può limitarsi  ad un mero riscontro di legalità degli atti in cui la procedura si articola (cd. legalità formale), bensì si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo e si attua verificandosene l’effettiva realizzabilità della causa concreta.

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