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Il contradditorio prefallimentare nel caso di fusione di società

Con sentenza n. 17050/2016 la Suprema Corte stabilisce che nell’ipotesi di fusione di società per incorporazione, ai fini della corretta instaurazione del contradditorio ex art. 15 l. fall., il ricorso per la dichiarazione di fallimento ed il decreto di convocazione vadano notificati alla società incorporante. Questa, secondo quanto disposto dall’art 2504-bis c.c., assume i diritti e gli obblighi della società partecipante alla fusione, proseguendo in tutti i rapporti della stessa, compresi quelli processuali anteriori alla fusione.

 

La vicenda. I ricorrenti avevano denunciato la violazione e falsa applicazione, da parte della Corte di merito, degli artt. 10, 11, 15 l. fall. e 2504-bis c.c., in quanto la notifica del ricorso per il fallimento non era stata fatta alla società incorporante ma alla incorporata, con la conseguenza che non si era mai avuto un contradditorio legittimo ex art. 15, comma 2, l. fall.

 

La notifica del ricorso per il fallimento va fatta alla incorporante. I giudici di legittimità considerano il ricorso fondato, rilevando che la Corte di merito, nel caso di specie, ha confuso la disciplina dell’impresa cancellata a seguito di cessazione con quella dell’impresa cancellata a seguito di trasferimento o fusione, in quanto solo nel primo caso può esserci la prorogatio della legittimazione degli ex liquidatori o legali rappresentanti. Nel secondo caso, è possibile dedurre, sia da precedente orientamento giurisprudenziale, che dal tenore dell’art. 2504-bis c.c., che il soggetto “debitore”, ai fini dell’instaurazione del contraddittorio ex art. 15 l. fall. per un procedimento prefallimentare successivo ad una fusione, sia da individuare nella società incorporante 

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