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Il Decreto Sviluppo-bis è legge: alla Camera il voto di fiducia definitivo

Il Decreto Sviluppo-bis è legge.

Nella seduta del 13 dicembre il testo è stato approvato definitivamente dalla Camera, con 261 voti favorevoli, 55 contrari e 131 astenuti.
Sfiducia al Governo, fiducia al decreto Sviluppo. L’iter di conversione del decreto n. 179/2012 giunge così ad una positiva conclusione, nonostante il finale più che sofferto. Il termine per la conversione in legge, infatti, era il 18 dicembre e, oltre al già previsto affollamento dell’agenda parlamentare di queste settimane, si è aggiunta la crisi del Governo Monti, provocata proprio dall’astensione del Pdl al voto di fiducia in Senato, tenutosi il 6 dicembre.
Modifiche alla disciplina del sovraindebitamento. Il testo approvato dal Senato, un maxiemendamento al decreto originario, è giunto alla Camera dove non ha subito ulteriori modifiche. Gli ultimi cambiamenti, dunque, sono quelli apportati nel passaggio in Commissione Industria del Senato: per quanto riguarda la materia fallimentare e, in particolare, il sovraindebitamento, possono segnalarsi una più dettagliata disciplina dei crediti pendenti, con ulteriori modifiche all’art. 12, comma 5, e all’art. 13 della l. n. 3/2012 che prevedono la prededuzione dei crediti sorti in esecuzione o in funzione di una delle procedure (accordo, piano o liquidazione dei beni).
Altre modifiche riguardano la definizione di sovraindebitamento (art. 6), il gestore per la liquidazione del patrimonio del debitore, che deve essere nominato dal giudice (art. 7) e gli organismi di composizione delle crisi (art. 15).
Infine, viene modificato anche l’art. 217-bis l. fall., con l’estensione dell’esenzione dai reati di bancarotta per i pagamenti e le operazioni compiuti anche in esecuzione “di un accordo di composizione della crisi omologato ai sensi dell’art. 12 della legge 27 gennaio 2012, n. 3”.

Il testo completo è consultabile sul sito della Camera.

 

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