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Il fallimento delle società a partecipazione pubblica

25 Febbraio 2019 |

Cass. Civ.

Società a partecipazione pubblica

L’art. 1 l.fall. esclude dall'area della concorsualità gli enti pubblici, non anche le società pubbliche; per queste trovano applicazione le norme del codice, nonché quelle sul fallimento, sul concordato preventivo e sull'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

 

Il caso. Il tribunale, su domanda del liquidatore, dichiarava il fallimento di una S.r.l. in liquidazione, società partecipata da diversi comuni. L’amministratore della società proponeva reclamo innanzi alla Corte d’appello, la quale, revocava il fallimento sul rilievo che la società era da considerare in house, giacché in essa ricorrevano i requisiti della partecipazione integrale al capitale degli enti pubblici territoriali, con impossibilità di cedere le quote a terzi, dello svolgimento di attività solo in favore dei comuni medesimi, della soggezione della società al cosiddetto controllo analogo. La Corte territoriale concludeva nel senso della non assoggettabilità di un simile tipo sociale a fallimento per essere la società “in qualche misura” parificabile agli enti pubblici. Avverso quest’ultima decisione la curatela ricorreva in Cassazione.

 

Il “controllo analogo” nelle società partecipate. Il cd. "controllo analogo" esercitato dall'amministrazione sulla società partecipata serve a consentire all'azionista pubblico di svolgere un'influenza dominante sulla società, se del caso attraverso strumenti derogatori rispetto agli ordinari meccanismi di funzionamento, così da rendere il legame partecipativo assimilabile a una relazione interorganica; e tuttavia questa relazione interorganica non incide affatto sull'alterità soggettiva dell'ente societario nei confronti dell'amministrazione pubblica, dovendosi mantenere infine pur sempre separati i due enti - quello pubblico e quello privato societario - sul piano giuridico - formale, in quanto la società in house rappresenta pur sempre un centro di imputazione di rapporti e posizioni giuridiche soggettive diverso dall'ente partecipante. La natura di ente in house deriva da una visione sostanziale del fenomeno tipico dell'approccio funzionale seguito in sede Europea, nell'ambito del quale gli istituti giuridici elaborati a livello sovranazionale sono applicati sulla base della reale essenza della fattispecie concreta, a prescindere dalle qualificazioni formali vigenti negli ordinamenti dei singoli Paesi membri. Resta intatta la considerazione, però, che nell'ambito dell'ordinamento nazionale (che solo rileva ai fini specifici) non è prevista - per le società in house così come per quelle miste - alcuna apprezzabile deviazione rispetto alla comune disciplina privatistica delle società di capitali, nel senso che la posizione dei comuni all'interno della società è unicamente quella di socio in base al capitale conferito. Donde soltanto in tale veste l'ente pubblico può influire sul funzionamento della società, avvalendosi non di poteri pubblicistici ma dei soli strumenti previsti dal diritto societario, da esercitare a mezzo dei membri presenti negli organi della società.

 

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