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Il falso ideologico non può essere contestato al professionista attestatore

Con la sentenza n. 9542/2016, la Corte di Cassazione nega ogni fondamento alla pretesa qualificazione del professionista incaricato dell’attestazione di cui all’art. 161, comma 3, l. fall. quale pubblico ufficiale e alla configurabilità a suo carico del reato di falso ideologico.

Il caso – Il Tribunale di Nuoro confermava il provvedimento con cui il gip rigettava le richieste del pm di applicazione di misure custodiali nei confronti di alcuni imputati ai quali veniva contestato il concorso nel reato di falso in atto pubblico e corruzione in atti giudiziari per aver fornito false informazioni ed aver omesso altri dati rilevanti nell’attestazione necessaria ai fini dell’ammissione al concordato preventivo di una società, incarico del quale erano investiti ai sensi dell’art. 161, comma 3, l. fall.
Il Procuratore della Repubblica impugna il provvedimento lamentando la ritenuta insussistenza dei reati contestati.

La qualificazione soggettiva - La doglianza prospettata dal ricorrente sottopone al Collegio la questione relativa alla qualificazione soggettiva del professionista designato dal debitore ai sensi dell’art. 161, comma 3, l. fall. ai fini della stesura della relazione sulla conformità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano concordatario.
Nel provvedimento impugnato, il Tribunale affermava che tale professionista, nonostante sia incaricato di funzioni assimilabili a quelle dell’ausiliario del giudice, svolge un’attività che coinvolge non solo l’organo giudicante ma anche i creditori e riveste una posizione di assoluta indipendenza nello svolgimento della propria prestazione professionale.

Il dato normativo - Veniva inoltre messa in risalto l’assenza di un’espressa qualificazione normativa di tale professionista come pubblico ufficiale. Il dato testuale assume particolare rilevanza se si considera che altri soggetti coinvolti nella procedura concorsuale assumono tale qualifica in virtù di disposizioni inequivoche dalla stessa legge fallimentare, come ad esempio il curatore (art. 30) e il commissario giudiziale (art. 165).
Inoltre la specifica previsione dell’art. 236-bis l. fall. che incrimina il reato di false attestazioni nella relazione del professionista, manifesta l’indubbia volontà legislativa di garantire una piena tutela penale per interessi la cui offesa non sarebbe altrimenti riconducibile ad altre ipotesi di reato.

Il professionista non è pubblico ufficiale - In conclusione, escludendo ogni dubbio sull’argomentazione del provvedimento impugnato, la Cassazione conferma l’impossibilità di attribuire al professionista incaricato della relazione di fattibilità del piano concordatario la qualifica soggettiva di pubblico ufficiale, circostanza che impedisce di configurare a suo carico il reato di falso ideologico.

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