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Il Garante Privacy riconosce un diritto all’oblio per il fallito

Tra le disposizioni previste dal nuovo “Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale” è previsto un diritto all’oblio dei dati aventi ad oggetto procedure concorsuali che riguardino direttamente l’interessato, i quali potranno essere conservati per un periodo non superiore a 10 anni dall’apertura della procedura.
Il Codice, redatto in collaborazione con le associazioni di categoria interessate, è stato approvato dal Garante della privacy con deliberazione dello scorso 17 settembre ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 238 del 13 ottobre 2015.
Le disposizioni ivi dettate si applicano alle informazioni commerciali relative al soggetto censito, sia esso persona fisica che società, raccolte presso il soggetto stesso, le fonti pubbliche o pubblicamente e generalmente accessibili, ovvero presso altri soggetti autorizzati dalla legge alla distribuzione di tali dati. Il Codice indica i casi in cui è rilevante un legame derivante dall’esercizio di poteri di amministrazione, direzione, gestione e controllo di un’impresa o di una società oppure di rapporti di partecipazione sociale.
Qualora le informazioni provenienti da fonti pubbliche siano riferite a procedure fallimentari o concorsuali, ad altri eventi pregiudizievoli quali ipoteche, pignoramenti o protesti, sono conservate dal fornitore al fine dei servizi di informazioni commerciali, nel rispetto del limite temporale di 10 anni, decorso il quale le informazioni potranno essere ulteriormente utilizzate solo in caso di apertura di una successiva procedura fallimentare o concorsuale.
Il nuovo Codice entrerà in vigore il 1° ottobre 2016.

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