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Il Presidente del Tribunale può delegare al giudice incaricato la facoltà di abbreviare i termini di comparizione del fallendo

14 Maggio 2020 |

Cass. Civ., sez. I, 7 maggio 2020, n. 8611

Istruttoria prefallimentare

Nell’ambito del procedimento prefallimentare, la valutazione della ricorrenza delle particolari ragioni d’urgenza, che giustificano l’abbreviazione del termine per la comparizione del debitore, compete solo al presidente del tribunale, il quale può disporla anche d’ufficio; tuttavia, la facoltà di abbreviare i termini per la comparizione del debitore è delegabile dal presidente del tribunale al giudice incaricato dell’esame del ricorso di fallimento, ai sensi del combinato disposto dei commi 3 e 5 dell’art. 15 legge fall..

Lo ha affermato la Cassazione con ordinanza n. 8611/2020 depositata il 7 maggio.

 

Il caso. La Corte d’Appello rigettava il reclamo proposto avverso una sentenza di fallimento dopo aver ridotto il termine a comparire del debitore richiamando il provvedimento presidenziale di delega al giudice incaricato dell’esame del ricorso per l’adozione di ogni determinazione in merito alla riduzione dei termini, in casi di sussistenza di ragioni di urgenza. Avverso tale decisione, la società fallita proponeva ricorso per Cassazione.

 

Riduzione termini di comparizione. Con riferimento alla doglianza sulla facoltà di ridurre i termini per la comparizione del debitore e sulla possibilità di delega da parte di Presidente del Tribunale, la Cassazione afferma il principio di diritto secondo cui «nell’ambito prefallimentare, la valutazione della ricorrenza delle particolari ragioni d’urgenza, che giustificano l’abbreviazione del termine per la comparizione del debitore, compete solo al presidente del tribunale (ovvero al presidente di sezione tabellarmente designato per l’adozione di tali provvedimenti) il quale può disporla anche d’ufficio, per la particolare natura dell’istruttoria prefallimentare, non riducibile ad un processo tra parti contrapposte, in quanto idonea a dar luogo (nel caso di accoglimento della domanda) ad un accertamento costitutivo valevole erga omnes; tuttavia, la facoltà di abbreviare i termini per la comparizione del debitore è delegabile al giudice incaricato dell’esame del ricorso di fallimento dal presidente del tribunale, come previsto dal combinato disposto dei commi terzo e quinti dell’art. 15 legge fall. (che, nel comma 5 facendo riferimento al precedente comma 3, implicitamente lo richiama e attribuisce tale possibilità delega)». Sulla scorta di tale principio, la Corte rigetta il ricorso della società.

 

 Fonte: www.dirittoegiustizia.it

 

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