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Istanza di fallimento e impugnazione del decreto di rigetto

22 Novembre 2019 |

Cass. Civ.

Fallimento: disciplina generale

La decisione assunta dalla Corte d’Appello ex art. 22, comma 4, l.fall. non ha carattere decisorio né definitivo e quindi non è impugnabile in Cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., posto che l’incidenza sui diritti delle parti non deriva direttamente dal decreto di accoglimento del reclamo ma dalla successiva sentenza dichiarativa di fallimento.  

 

Il caso. Il Tribunale respingeva la domanda proposta dalla curatela del fallimento di una s.r.l. volta a sentir dichiarare il fallimento di un’azienda immobiliare. La Corte d’Appello, adita in secondo grado, sosteneva che il reclamo della curatela istante fosse stato regolarmente e tempestivamente proposto, anche se solo in forma cartacea. Avverso il provvedimento, la società immobiliare ricorreva in Cassazione.

 

Gravami contro il provvedimento che accoglie l’istanza di fallimento. Il provvedimento con cui la Corte d’Appello, ai sensi dell’art. 22, comma 4, l.fall., accoglie il reclamo avverso il decreto di rigetto dell’istanza di fallimento, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale per la dichiarazione di fallimento, non è impugnabile con il ricorso in Cassazione ex art. 111, comma 7, Cost., poiché mancano i requisiti della definitività e della decisorietà, intendendosi per decisorietà l’attitudine del provvedimento a incidere su diritti soggettivi con la particolare efficacia del giudicato quale effetto tipico della giurisdizione contenziosa e per definitività l’insuscettibilità di quella decisione di essere revocata o riformata dal medesimo giudice che l’ha emessa.
La decisione assunta dalla Corte d’Appello ex art. 22, comma 4, l.fall. non ha carattere decisorio né definitivo e quindi non è impugnabile in Cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., posto che l’incidenza sui diritti delle parti non deriva direttamente dal decreto di accoglimento del reclamo ma dalla successiva sentenza dichiarativa di fallimento, che è impugnabile in maniera autonoma ai sensi dell’art. 18 l.fall., di cui il provvedimento della Corte territoriale costituisce un momento del relativo procedimento. A ciò si aggiunge che gli eventuali vizi in procedendo relativi al procedimento di reclamo di cui all’art. 22, comma 4, l.fall. potranno essere fatti valere nel processo di impugnazione avverso la sentenza dichiarativa di fallimento.

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