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L’ammissione al passivo del credito tributario

Il credito impositivo è ammissibile sulla base del semplice ruolo, senza che occorra, in difetto di espressa previsione normativa, anche la previa notifica della cartella esattoriale.

 

Il caso. Il Tribunale rigettava l’opposizione proposta dall’Agente di riscossione avverso lo stato passivo del Fallimento di una Srl. L'Ente per la riscossione impugnava tale decreto proponendo ricorso in Cassazione per avere il Tribunale ritenuto inidonea la produzione delle cartelle esattoriali a documentare il credito tributario e negato il riconoscimento del privilegio agli interessi moratori.

 

Per l’ammissione del credito impositivo non è necessaria la notifica della cartella. Il credito impositivo è ammissibile sulla base del semplice ruolo, senza che occorra, in difetto di espressa previsione normativa, anche la previa notifica della cartella esattoriale salva la necessità, in presenza di contestazioni del curatore, dell’ammissione con riserva, da sciogliere poi ai sensi dell’art. 88, comma 2, del d.P.R. n. 602/1973, allorché sia stata definita la sorte dell’impugnazione esperibile davanti al giudice tributario.

 

Accertamento del passivo ed interessi di mora. Gli interessi di mora previsti dall’art. 30 del d.P.R. n. 602/1973 possono essere ammessi al passivo solo se alla data di dichiarazione di fallimento è decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’estratto di ruolo. In sede di accertamento al passivo dei crediti insinuati, l’aggio non può essere in alcun modo considerato inerente al tributo riscosso e non è, pertanto, assistito dal relativo privilegio.

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