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L’Odcec di Roma pubblica uno studio in tema di Organismo di composizione della crisi

Le disposizioni sul sovraindebitamento non hanno avuto, finora, il successo sperato.

Sovraindebitamento: un primo bilancio dalle cancellerie dei tribunali. A circa due anni dall’introduzione di uno strumento finalizzato alla composizione della crisi da sovraindebitamento per soggetti non fallibili, con la legge n. 3/2012 - profondamente modificata dal c.d. Decreto Sviluppo-bis (d. l. n. 179/2012, conv. in l. n. 221/2012) - i tribunali italiani hanno registrato un ricorso limitato alle nuove procedure (l’accordo del debitore, il piano del consumatore e la liquidazione del patrimonio).

Sono poche, infatti, le pronunce in materia di sovraindebitamento (si segnalano, tra le altre, Tribunale di Monza, 9 maggio 2013, in IlFallimentarista, e Tribunale di Pistoia, 27 dicembre 2013 - ivi, con nota di Rojas Elgueta - che ha omologato un piano del consumatore, successivamente revocato con provvedimento del 27 febbraio 2014).

 

L’Occ: il ruolo e la disciplina. Tra le cause di questa scarsa diffusione potrebbe esservi la mancata costituzione degli Organismi di composizione della crisi, figura centrale nelle procedure, alla quale sono attribuite, ex art. 15, diverse funzioni e a cui sono richieste competenze tecniche specifiche.
L’art. 15 stabilisce che “possono costituire organismi per la composizione delle crisi da sovraindebitamento enti pubblici dotati di requisiti di indipendenza e professionalità”, da determinarsi con un regolamento ministeriale che, però, non è stato ancora emanato. La norma stabilisce altresì che sono iscritti di diritto, a semplice domanda, nell’apposito Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, tra gli altri, gli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti e dei notai.
Un’analisi effettuata dall’Odcec di Roma evidenzia, tuttavia, come quest’ultima previsione normativa sia rimasta, finora, poco più che sulla carta: si registra la costituzione di un Occ dell’Ordine degli Avvocati di Bari e di nessun Occ da parte degli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili.
Va segnalato, inoltre, che il Consiglio di Stato, con parere interlocutorio n. 3812 del 10 settembre 2013 (già nelle news de IlFallimentarista) ha precisato che i professionisti possono operare negli organismi di composizione della crisi anche se non è ancora stato emanato il regolamento ministeriale attuato sopra citato.

 

Lo studio dell’Ordine commercialisti di Roma. L’Odcec di Roma ha predisposto, quindi, uno studio per la costituzione di un suo Organismo di composizione della crisi: il gruppo costituito all’interno di un’apposita commissione si è avvalso del contributo di magistrati, avvocati e altre categorie professionali, seguendo due principali linee guida, la collegialità dell’organismo di composizione e la multidisciplinarietà dell’approccio.
Il risultato è una bozza di regolamento che disciplina l’organismo e la gestione delle procedure di composizione della crisi.
È prevista l’istituzione di tre organi dell’Occ, un consiglio direttivo, una segreteria amministrativa e un comitato per la formazione, e sono indicati i presupposti e le modalità per la nomina del collegio dei compositori incaricati e i compensi spettanti per le attività svolte.
 

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