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La contestazione dei crediti nel concordato

In tema di ammissione al concordato e accertamento dei crediti, il giudice delegato può assumere un provvedimento di provvisoria ammissione al voto per il maggior credito solo se, a fronte di una mancata inclusione nella proposta di concordato, i creditori interessati facciano valere il credito in sede di adunanza ed in presenza dell’opposizione da parte del debitore.

 

Il caso. La Corte d’appello respingeva il reclamo avverso la sentenza con cui il tribunale dichiarava il fallimento di una Spa in liquidazione a seguito del mancato raggiungimento delle maggioranze necessarie ex  art. 179 l.fall. per l’approvazione del concordato preventivo, ritenendo ininfluente il fatto che le banche garantite da fideiussione fossero state ammesse al voto per un importo ben inferiore a quello poco dopo ammesso nel concordato del co-fideiussore. Avverso tale provvedimento la società proponeva ricorso in Cassazione.

 

L’accertamento dei crediti. Ai fini del voto, i crediti restano accertati così come indicati dal debitore, in caso di mancanza di rettifiche o contestazioni; ovvero così come rettificati dal commissario giudiziale, in caso di mancanza di contestazioni; ovvero, infine, così come accertati dal giudice delegato, risolvendo le contestazioni sorte in sede di adunanza.

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