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La Corte di Giustizia UE conferma la falcidiabilità dell’IVA

07 Aprile 2016 |

Corte di Giustizia UE

Soddisfazione dei crediti

Come anticipato dall’Avvocato Generale Eleanor Sharpston (vedi la news Corte Ue: le conclusioni dell’Avvocato generale aprono alla falcidiabilità dell’IVA nel concordato), la Corte di Giustizia ha risolto la questione della falcidiabilità dell’IVA nel concordato preventivo formulata dal Tribunale di Udine con il rinvio dello scorso 30 ottobre 2015.

La questione pregiudiziale sottoposta all’attenzione dei Giudici comunitari riguarda l’interpretazione dell’art. 4, par. 3, TUE e della Direttiva IVA in tema di ammissibilità di proposte concordatarie che prevedano, con la liquidazione del patrimonio del debitore, il pagamento parziale del credito IVA.

Premettendo che la procedura di concordato preventivo comporta la liquidazione dell’intero patrimonio del debitore e che in caso di insufficienza può essere ammesso il pagamento parziale di un credito privilegiato solo previa attestazione di un esperto circa l’impossibilità di un trattamento migliore in caso di fallimento e che, in ogni caso, la proposta concordataria è soggetta al voto dei creditori non integralmente soddisfatti, la Corte conclude affermando che l’art. 4, par. 3, TUE nonché gli articoli 2, 250, e 273 della Direttiva 2006/112/CE (Direttiva IVA), «non ostano ad una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell’imposta sul valore aggiunto attestando, sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento».

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