News

La richiesta di ammissione al passivo in via ipotecaria

Nelle ipotesi in cui sia revocata l’ipoteca, accessoria ad un mutuo, ex  artt. 66 l. fall. e 2091 c.c., che integri una garanzia costituita per un debito chirografario preesistente, la corrispondente pronuncia non comporta necessariamente l’esclusione dall’ammissione al passivo di quanto erogato per il mutuo stesso, dato che l’ammissione predetta è incompatibile solo con le fattispecie della simulazione e della novazione.

 

Il caso. Una banca popolare ricorreva in Cassazione, sulla base di tre motivi resistiti dalla curatela del fallimento di una S.p.a., avverso il decreto del Tribunale, reiettivo dell’opposizione dalla prima proposta avverso la sua avvenuta ammissione al passivo della procedura – tra l’altro - in via chirografaria, anziché ipotecaria. Nello specifico, il Tribunale aveva respinto l’opposizione, sottolineando la sussistenza delle condizioni per ritenere legittimo l’esercizio, in via breve, dell’azione revocatoria ordinaria da parte del curatore.

 

La garanzia ipotecaria. Ove sia revocata, ex art. 66 l.fall. e 2901 c.c., l'ipoteca, accessoria ad un mutuo, che integri in concreto una garanzia costituita per un debito chirografario preesistente, la corrispondente pronuncia non comporta necessariamente l'esclusione dall'ammissione al passivo di quanto erogato per il suddetto mutuo, essendo l'ammissione incompatibile con le sole fattispecie della simulazione e della novazione, e non anche con quella del negozio indiretto, poiché, in tal caso, la stessa revoca dell'intera operazione - e, quindi, anche del mutuo - comporterebbe pur sempre la necessità di ammettere al passivo la somma (realmente) erogata in virtù del mutuo revocato, e ciò in quanto all'inefficacia del contratto conseguirebbe la necessità della restituzione delle somme effettivamente erogate al mutuante, sia pure in moneta fallimentare.

 

Leggi dopo