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La sorte del pagamento effettuato dall’imprenditore in bonis

26 Febbraio 2020 |

Cass. Civ., sez. I, 17 febbraio 2020, n. 3878

Decreto ingiuntivo

La Corte di Cassazione è stata chiamata a risolvere la questione relativa all’azione proponibile per recuperare il pagamento effettuato dal debitore, prima del suo fallimento, sulla base di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso in suo danno e da lui opposto.

La questione risolta dalla Corte di Cassazione, con sentenza n. 3878/20, depositata il 17 febbraio, ha ad oggetto la ripetibilità ex art. 2033 c.c. quale indebito della somma pagata dal fallito prima del fallimento in forza di decreto ingiuntivo, provvisoriamente esecutivo, non ancora definitivo al momento del fallimento dell’ingiunto, oppure, in alternativa, la revocabilità dell’atto solutorio.

 

Nuovo principio. La Suprema Corte ha affermato che «nell’ipotesi di sottoposizione a procedura concorsuale di colui che abbia eseguito, volontariamente o coattivamente, un pagamento sulla base di un decreto ingiuntivo, provvisoriamente esecutivo, emesso in suo danno e da lui opposto, il pagamento così effettuato dal debitore in bonis è assoggettabile ad azione revocatoria, se ne ricorrano i presupposti, altrimenti rivelandosi ripetibile, ex art. 2033 c.c., soltanto se risulti non dovuto. A quest’ultimo fine, peraltro, è necessario che gli organi della procedura concorsuale alleghino e dimostrino che il creditore non abbia avanzato alcuna pretesa nei confronti di quest’ultima, nei modi e termini di legge, ovvero che tale pretesa, benché proposta, sia stata rigettata con decisione irrevocabile».

 

 

 

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