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Linee Guida per il finanziamento delle imprese in crisi

Il CNDCEC, di concerto con il dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e Assonime, ha redatto la seconda edizione delle “Linee guida per il finanziamento delle imprese in crisi”, pubblicate il 28 aprile 2015.

La materia del ricorso a nuova finanza per la ristrutturazione dell’impresa in crisi si divide in due grandi rami: da un lato infatti il finanziamento può inserirsi nell’ambito di tentativi di salvataggio attraverso strumenti stragiudiziali, erogato al fine di consentire all’impresa in crisi di uscire dalla situazione di difficoltà pagando tutti i creditori nei termini originari o in quelli diversi eventualmente concordati con ciascun creditore; dall’altro lato il finanziamento può essere erogato come strumento per conseguire gli obiettivi della procedura concorsuale a cui è soggetta l’impresa in crisi.
La stesura di una seconda edizione si è resa necessaria a seguito dei provvedimenti intervenuti in materia nel 2010 e nel 2012  che hanno condotto ad una profonda rivisitazione del contenuto e della struttura dell’edizione del 2010. Pur rimanendo ancora distinti, infatti, i due rami presentano oggi rilevanti profili di sovrapposizione ed istituti comuni come i finanziamenti ponte o i finanziamenti “autorizzati”.
Nonostante quindi la normativa sia ormai dettagliata e completa, rimangono ampi spazi interpretativi: l’obiettivo delle Linee guida è quello di ridurre le incertezze che gli operatori incontrano nel finanziamento delle operazioni di ristrutturazione  e suggerire prassi virtuose e comportamenti che, pur non essendo imposti dalla legge, aumentano il grado di sicurezza delle operazioni di finanziamento.
Le nuove linee guida sono il frutto di numerose consultazione a cui hanno partecipato avvocati, docenti universitari, commercialisti, revisori contabili, esponenti del mondo bancario e finanziario e associazioni imprenditoriali (si veda il documento di bozza nella sezione Prassi de ilFallimentarista).
Il documento si struttura in due parti: una parte generale, intitolata “gli strumenti per il risanamento”, nella quale si esaminano gli strumenti che la legge prevede per il risanamento delle imprese, gli attori, quali il professionista e l’attestatore, il piano di risanamento e infine l’attestazione; e una parte speciale intitolata “i singoli strumenti di soluzione della crisi” che analizza i singoli strumenti di risoluzione della crisi: piano di risanamento attestato, accordo di ristrutturazione dei debiti e concordato preventivo nelle sue varie forme.
Ciascun paragrafo contiene  una breve illustrazione del quadro normativo di riferimento, una descrizione dei comportamenti virtuosi e delle opportunità offerte dalla nuova legge e una breve motivazione degli stessi.

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