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Omologa dell’accordo di ristrutturazione e ricorso straordinario in Cassazione

05 Gennaio 2017 |

Cass. Civ. – Sez. Un. – 27 dicembre 2016 – n. 26989, sent.

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale
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Il decreto con cui la Corte d'appello, decidendo sul reclamo ai sensi dell'art. 183, comma 1, richiamato dall'art. 182 bis, comma 5, l. fall., provvede in senso positivo o negativo in ordine all'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, ha carattere decisorio ed è pertanto soggetto, non essendo previsti altri mezzi d'impugnazione, al ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost.

 

Il caso. La Corte d’appello di Napoli respingeva il reclamo proposto da una S.r.l. avverso il decreto del Tribunale di Avellino con cui si negava l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato dalla società con i propri creditori. La Corte accertava, infatti, che l’accordo non raggiungeva la soglia minima del 60% dei crediti, illegittimamente calcolata dalla società debitrice. Quest’ultima proponeva ricorso per cassazione ribadendo le contestazioni nei confronti dei crediti della Banca, oppostasi all'omologazione,  e la conseguente irrilevanza dei medesimi, a suo avviso, a fini del calcolo della percentuale.

Il ricorso veniva notificato solo al Procuratore generale presso la Corte d’appello e alla Corte d’appello stessa. La Prima Sezione della Suprema Corte rimetteva  alle Sezioni Unite, rilevando la necessità di risolvere una questione di massima importanza “occorrendo chiarire l’oggettiva impugnabilità del provvedimento in esame prima ancora di esaminare la questione (rilevabile di ufficio) dell’integrità del contraddittorio, essendo stato notificato il ricorso soltanto al P.M.”.

 

L’ammissibilità del ricorso avverso il decreto della Corte d’appello. Un provvedimento, benchè emesso in forma di ordinanza o di decreto, assume carattere decisorio; requisito questo  necessario per proporre ricorso ex art. 111 Cost. quando pronuncia o, comunque, incide con efficacia di giudicato su diritti soggettivi, con la conseguenza che ogni provvedimento giudiziario che abbia i caratteri della decisorietà nei termini sopra esposti, nonché della definitività, in quanto non altrimenti modificabile, può essere oggetto di ricorso ai sensi dell'art. 111 Cost.

 

La legittimazione passiva. In caso di ricorso per cassazione del debitore avverso il decreto con cui la corte d'appello, provvedendo sul reclamo ai sensi dell'art. 183, comma 1, richiamato dall'art. 182 bis, comma 5, l. fall., nega l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la legittimazione passiva non spetta al pubblico ministero, essendo questo privo del potere d'impugnazione del provvedimento, bensì ai creditori per titolo e causa anteriore alla data di pubblicazione dell'accordo nel registro delle imprese, ai quali si riferiscono gli effetti dell'accordo stesso, nonché agli altri interessati che abbiano proposto opposizione.

 

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