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Opposizione allo stato passivo ed onere della prova

14 Marzo 2017 |

Cass. Civ.- Sez. I – 7 marzo 2017 – n. 5737, ord..pdf

Opposizione al passivo

In tema di opposizione allo stato passivo, qualora l’opponente abbia tempestivamente indicato in ricorso la documentazione di cui intende avvalersi, , facendo riferimento per relationem a quanto già prodotto davanti al giudice delegato con formula non di stile, non è ravvisabile alcuna sua negligente inerzia idonea a giustificare il rigetto del ricorso per inosservanza dell’onere della prova.

 

Il caso.  Il Giudice delegato al fallimento di una Spa ammetteva in chirografo allo stato passivo il credito di una Snc, negando il privilegio artigiano per difetto del requisito soggettivo in capo alla società creditrice. Quest’ultima proponeva opposizione, respinta dal Tribunale sul rilievo - dichiarato assorbente rispetto al difetto del requisito soggettivo -  secondo cui  tra le parti era intercorso un rapporto di appalto, ostativo al riconoscimento del privilegio. L’opponente, invece, non dimostrava il contrario non avendo allegato all’opposizione le fatture emesse nei confronti della società poi fallita  e già allegate all’istanza di insinuazione al passivo. La società creditrice proponeva ricorso per cassazione.

 

Se l’opponente indica tempestivamente in ricorso la documentazione di cui intende avvalersi, non è ravvisabile alcuna sua negligente inerzia. Il  principio dispositivo regola il giudizio di opposizione allo stato passivo, per cui ove la domanda ex art. 93 l. fall. sia stata respinta dal giudice delegato, spetta al creditore l’onere di produrre nuovamente, dinnanzi al tribunale, la documentazione già prodotta in sede di verifica del passivo , non potendo essere acquisita ex officio.

Nell’ipotesi in cui   l’opponente abbia tempestivamente indicato in ricorso la documentazione di cui intende avvalersi, facendo riferimento per relationem a quanto già prodotto con formula non di stile, tale da non lasciare dubbi sull’identità degli atti su cui vuole fondare l’opposizione e ne abbia contestualmente formulato istanza di acquisizione, non è ravvisabile alcuna sua negligente inerzia idonea a giustificare il rigetto del ricorso per inosservanza dell’onere della prova.

Tale istanza può essere, infatti,  interpretata come autorizzazione al ritiro della documentazione ex art. 90 l.fall., applicabile in virtù della sua portata generale anche al procedimento di opposizione allo stato passivo.

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