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Osservatorio sulla Cassazione - Febbraio 2018

14 Marzo 2018 | Fallimento: disciplina generale

Pluralità di debiti garantiti da un unico pegno

Cass. Civ. – Sez. I – 26 febbraio 2018 -  n. 4506, ord.

L'esistenza di una pluralità di debiti garantiti da un medesimo ed unico pegno non osta alla revocabilità di detto pegno, ove ne ricorrano le condizioni anche con riferimento ad uno solo dei debiti garantiti, perché la garanzia opera per intero con riguardo a ciascun debito. La revocabilità dell'atto di costituzione del pegno non può, d'altronde, che investire tale atto nella sua interezza, per ciò stesso privando la banca del diritto di trattenere l'oggetto del pegno e di soddisfare su di esso le proprie ragioni creditorie, destinate invece a trovare collocazione nell'ambito del passivo chirografario della procedura concorsuale.

 

Fondo patrimoniale e inefficacia ex art. 64 l.fall.

Cass. Civ. – Sez. I – 6 febbraio 2018 – n. 2820, ord.

La costituzione del fondo patrimoniale per fronteggiare i bisogni della famiglia, anche qualora effettuata da entrambi i coniugi, non integra, di per sè, adempimento di un dovere giuridico, non essendo obbligatoria per legge; tale atto è pertanto suscettibile di essere dichiarato inefficace a norma dell’art. 64 l.fall., salvo che si dimostri l'esistenza in concreto di una situazione tale da integrare, nella sua oggettività, gli estremi del dovere morale e il proposito del solvens di adempiere unicamente a quel dovere mediante l'atto in questione.

 

La determinazione dell’imposta di registro nel concordato fallimentare

Cass. Civ. – Sez. VI – 12 febbraio 2018 – n. 3286, ord.

In tema di concordato fallimentare con intervento di un terzo assunto, l’imposta di registro non è dovuta in misura fissa in quanto – a differenza dell’omologa del concordato con cessione dei beni, il decreto produce effetti traslativi.

 

Procedura fallimentare e scritture contabili

Cass. Civ. – Sez. I – 26 febbraio 2018 – n. 4509, ord.

Nell'ambito della procedura fallimentare, le scritture contabili possono essere idonee ad accertare l'avvenuta erogazione delle somme mutuate alla società fallita, al fine di provare l'anteriorità del contratto di finanziamento rispetto alla dichiarazione di fallimento.

 

Ammissione allo stato passivo e scrittura priva di data certa

Cass. Civ. – Sez. I – 19 febbraio 2018 – n. 3956, ord.

Ai fini dell'ammissione allo stato passivo, a norma dell'art. 2704 c.c. la scrittura privata priva di data certa non è opponibile al curatore del fallimento, con la conseguenza che la prova dell'anteriorità al fallimento del negozio contenuto nella scrittura non può desumersi da quest'ultima.

 

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese e contratti preesistenti

Cass. Civ. – Sez. I – 19 febbraio 2018 – n. 3948, sent.

Nelle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l’art. 50 del D.Lgs. n. 270/1999 prevede la continuazione dei contratti preesistenti unicamente ai fini della conservazione aziendale e per assicurare al commissario uno "spatium deliberandi" per l'esercizio della facoltà di scioglimento o di subentro. Ne consegue che la prosecuzione di una precedente somministrazione di servizi dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza, ove non sia stata accompagnata da un'espressa dichiarazione di subentro da parte del commissario, non comporta il trasferimento del rapporto in capo alla procedura anche per le prestazioni pregresse e la prededucibilità del relativo credito.

 

Conoscenza dello stato di insolvenza e ruolo del curatore

Cass. Civ. – Sez. I – 26 febbraio 2018 – n. 4508, ord.

La conoscenza da parte del terzo contraente dello stato d'insolvenza dell'imprenditore, che deve essere effettiva e non meramente potenziale può essere provata dal curatore, su cui incombe il relativo onere, tramite presunzioni gravi, precise e concordanti ex artt. 2727 e 2729 c.c.. 

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