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Osservatorio sulla Cassazione - Gennaio 2018

14 Febbraio 2018 | Fallimento: disciplina generale

Dichiarazione di fallimento e rapporti di lavoro pendenti

Cass. Civ. - Sez. Lav. - 11 gennaio 2018 - n. 522, sent.

La dichiarazione di fallimento non influisce sui rapporti di lavoro pendenti alla data della stessa e non può costituire giusta causa di risoluzione del contratto. Il rapporto di lavoro resta, infatti, sospeso in attesa che il curatore decida di proseguire nel rapporto medesimo e di sciogliersi da esso.

 

 

Accordi di ristrutturazione e prededucibilità del credito del professionista

Cass. Civ. – Sez. I – 18 gennaio 2018 – n. 1182, sent.

Per quanto suscettibile di venir in considerazione come ipotesi intermedia tra le forme di composizione stragiudiziale e le soluzioni concordatarie della crisi di impresa, l’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182-bis l.fall. appartiene agli istituti del diritto concorsuale.

 

 

Amministratore che preleva somme della società fallita: bancarotta preferenziale o distrattiva?

Cass. Pen. – Sez. V – 26 gennaio 2018, n. 3797, sent.

Risponde di bancarotta preferenziale e non di bancarotta fraudolenta per distrazione l’amministratore che ottenga in pagamento di suoi crediti verso la società in dissesto relativi a compensi e rimborsi spese, una somma congrua rispetto al lavoro prestato, mentre realizza il reato di bancarotta fraudolenta distrattiva l’amministratore che, in assenza di delibera assembleare che stabilisca la misura dei compensi, prelevi somme in pagamento dei crediti verso la società in dissesto.

 

 

Bancarotta fraudolenta: la posizione di garanzia non comporta automatica responsabilità

Cass. Pen. – Sez. I – 25 gennaio 2018, n. 3623, sent.

La titolarità di una posizione di garanzia non comporta, in presenza del verificarsi dell'evento, un automatico addebito di responsabilità colposa a carico del garante, in quanto il principio di colpevolezza impone sempre la verifica in concreto sia della sussistenza della violazione, da parte del garante, di una regola cautelare (generica o specifica), sia della prevedibilità ed evitabilità dell'evento dannoso che la regola cautelare violata mirava a prevenire (cosiddetta concretizzazione del rischio), sia della sussistenza del nesso causale tra la condotta ascrivibile al garante e l'evento dannoso. Il principio di colpevolezza esclude, insomma, qualsiasi automatismo rispetto all’addebito di responsabilità penale, essendo sempre richiesto di verificare che la condotta gestionale imputata all’amministratore abbia concorso a determinare l’evento.

 

 

Fusione di società in concordato: la tutela dei creditori delle società partecipanti

Cass. Civ. – Sez. I – 18 gennaio 2018, n. 1181, sent.

In caso di concordato di società che preveda un’operazione di fusione, la cui domanda concordataria sia stata presentata da una sola delle società partecipanti alla fusione, l’attestazione di fattibilità non può non prendere in considerazione la posizione dell’incorporanda e i creditori di questa. In termini generali, infatti, la fusione può pregiudicare la posizione dei creditori di tutte le società partecipanti, proprio perchè, attuata la fusione, tutti concorrono sull’unico patrimonio risultante dall’unificazione.

 

 

Cooperativa tra imprenditori agricoli: per la fallibilità occorre verificare l’attività concretamente svolta

Cass. Civ. – Sez. I – 16 gennaio 2018, n. 831, ord.

Ai fini dell’esenzione dal fallimento di un’impresa agricola, la cooperativa si qualifica come agricola, in deroga alla disciplina comune, allorché, sebbene soggetto distinto dai soci, provveda allo svolgimento di attività connessa, in quanto in tal caso non viene meno il legame con il ciclo produttivo del fondo. Per verificare la fallibilità o meno di una cooperativa avente ad oggetto attività agricole, il giudice deve sia verificarne le clausole statutarie ed il loro tenore, sia esaminare in concreto l'attività d'impresa svolta, senza possibilità di sovrapposizione dello scopo mutualistico: il giudice è chiamato a compiere un’indagine di fatto sull’attività concretamente svolta, anche alla luce dell’art. 2545-terdecies c.c., il quale dispone l’assoggettabilità a fallimento delle società cooperative che svolgono attività commerciale.

 

 

Bancarotta: da macroscopiche omissioni dei sindaci discende il concorso

Cass. Pen. – Sez. V – 15 gennaio 2018, n. 1385, sent.

Sussiste la responsabilità del presidente del collegio sindacale, a titolo di concorso nel reato di bancarotta fraudolenta commesso dall’amministratore, qualora sussistano puntuali elementi sintomatici, dotati del necessario spessore indiziario, in forza dei quali l'omissione del potere di controllo esorbiti dalla dimensione meramente colposa per assurgere al rango di elemento dimostrativo di dolosa partecipazione, sia pure nella forma del dolo eventuale, alla commissione di illiceità da parte degli amministratori. Sono pertanto chiamati a rispondere del concorso nel reato di bancarotta fraudolenta documentale i sindaci che, a fronte dell’inattendibilità dei dati presenti nel bilancio e nelle scritture contabili, non si siano mai attivati, così realizzando macroscopiche omissioni idonee a dimostrare l’omesso dolo esercizio dei doveri di controllo.

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