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Osservatorio sulla Cassazione - Novembre 2017

20 Dicembre 2017 | Fallimento: disciplina generale

Quietanza rilasciata dal fallito al curatore e prova dell’avvenuto pagamento

Cass. Civ. – Sez. VI – 22 novembre 2017 – n. 27743, sent.

 

Il curatore fallimentare che deduce in giudizio la simulazione della quietanza rilasciata dal fallito in bonis rappresenta la massa dei creditori, e non il fallito, sicchè la quietanza stessa non vale, nei confronti del fallimento, come confessione stragiudiziale dell'avvenuto pagamento.

 

La bancarotta semplice da ritardata richiesta di fallimento è punibile con colpa grave

Cass. Pen. – Sez. V – 20 novembre 2017, n. 52751, sent.

 

Nella fattispecie di mancata tempestiva richiesta di fallimento, ex art. 217, n. 4, l. fall., che mira ad evitare che l'esercizio dell'impresa possa prolungare lo stato di perdita, oggetto di punizione è l'aggravamento del dissesto dipendente dal semplice ritardo nell'instaurare la concorsualità. Ai fini della punibilità, la condotta deve essere caratterizzata da colpa grave.

 

L’ammissione al passivo di un credito relato a merce consegnata e non restituita

Cass. Civ. – Sez. VI – 8 novembre 2017, n. 26424, sent.

 

La domanda di ammissione al passivo si regge, al di là della sua fondatezza, sull’ammissibilità di insinuare al passivo un credito pari al controvalore di merce consegnata e non restituita, prerogativa che, potrebbe anche risultare da attività della procedura note al terzo ed implicitamente considerate quali presupposto per ritenere impossibile una restituzione anche solo parziale ed in natura dei beni.

 

Dichiarazione di fallimento di una società cancellata dal Registro delle imprese

Cass. Civ. – Sez. VI – 6 novembre 2017, n. 26276, sent.

 

In caso di società già cancellata dal Registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi dell'art. 15, comma 3, l.fall., all'indirizzo di posta elettronica certificata in precedenza comunicato al registro medesimo.

 

 

Cessione del credito e revocatoria fallimentare

Cass. Civ. – Sez. I – 2 novembre 2017 – n. 26063, sent.

 

La cessione di credito, se effettuata in funzione solutoria di un debito scaduto ed esigibile, è suscettibile di revocatoria fallimentare anche se pattuita contestualmente alla concessione di un ulteriore credito al cedente che versi già in posizione debitoria nei confronti del cessionario, dovendosene escludere la revocabilità solo quando sia stata prevista come mezzo di estinzione contestuale al sorgere del debito.

 

 

Azione revocatoria fallimentare e scientia decoctionis della banca

Cass. Civ. - Sez. I -  2 novembre 2017 - n. 26061, sent.

 

In tema di azione revocatoria fallimentare, la qualità di operatore economico qualificato della banca, pur non integrando, da sola, la prova dell'effettiva conoscenza dei sintomi dell'insolvenza, impone di considerare la professionalità ed avvedutezza con cui normalmente gli istituti di credito esercitano la loro attività.

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